PAKISTAN: Misna; Condanne unanimi sono giunte dall’Onu, la Repubblica popolare cinese, l’India e l’Unione Europea in merito alla strage di ieri a Karachi, capitale finanziaria del Pakistan, teatro del più grave attentato della storia del paese, costato finora, secondo bilanci provvisori, 133 vittime (139 secondo altre fonti) e oltre 400 feriti. “Profondamente scioccato” si è detto il segretario generale del Palazzo di Vetro Ban Ki-moon che ha “condannato fortemente l'attacco terroristico”, auspicando che “tutte le forze politiche si impegnino a rafforzare l'unità nazionale”.
LÂ’agenzia di stampa ufficiale di Pechino, ‘XinhuaÂ’, ha diffuso una dichiarazione del ministro degli Esteri cinese, Liu Jianchao, che ha detto: “La Cina condanna severamente lÂ’esplosione. Speriamo che il Pakistan mantenga la sua stabilità sociale”. Toni simili si sono levati anche da New Dehli: “Condanniamo fermamente l'attacco terroristico a Karachi” ha detto il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Navtej Sarna, aggiungendo: “È deplorevole che alte figure politiche siano obiettivo in questa maniera, con una tale perdita di vite umane.Â
Lo spettro del terrorismo che la nostra regione deve affrontare richiede un'azione forte e determinata da parte di tutti i nostri governi”. Una “energica condanna” è stata pronunciata anche dalla presidenza portoghese della Ue che ha chiesto alle autorità pakistane di “portare i responsabili di fronte alla giustizia” invitando governo e forze politiche a “fare il possibile perché le prossime elezioni siano preparate, e condotte, in una atmosfera che consenta la libera espressione della volontà dei cittadini”. Fonti del Partito popolare hanno intanto riferito che l’ex-primo ministro Benazir Bhutto, uscita illesa dall’attentato sopraggiunto al suo rientro in patria dopo otto anni di esilio, resterà in Pakistan per preparare le elezioni legislative di gennaio. (vedi anche precedenti notizie PAKISTAN delle ore 8:27 e 8:31) [
FB]
ATTENTATO A KARACHI (2): PRIMA RICOSTRUZIONE ATTENTATO, PARLA LA BHUTTO
In base alle prime ricostruzioni dellÂ’attentato di ieri, al passaggio dellÂ’ex-primo ministro qualcuno avrebbe scagliato una bomba in mezzo alla folla; quindi, sul lato opposto della strada, un attentatore suicida si sarebbe fatto saltare in aria. Una taglia di cinque milioni di rupie (circa 58.000 euro) è stata promessa a chiunque dovesse fornire informazioni utili per arrestare i colpevoli. “So esattamente chi ha tentato di uccidermi - ha dichiaro intanto oggi Benazir Bhutto, sono i dignitari dellÂ’ex-regime del generale Zia ul Haq, che agiscono nascondendosi dietro lÂ’estremismo e il fanatismo. Chiedo che sia aperta unÂ’inchiesta sulla vicenda, anche per verificare perché le luci che illuminano le strade si siano spente dopo la prima esplosione, rendendo più difficile lÂ’identificazione dei responsabili e le operazioni di soccorso”. Il generale Muhammad Zia-ul-Haq, capo di stato maggiore nel 1976, lÂ’anno successivo partecipò a un colpo di stato ai danni del primo ministro Zulfikar Ali Bhutto, padre di Benazir, e diventò poi presidente del Pakistan nel 1978; esercitò una dittatura militare che si concluse il 17 agosto 1988 con la sua morte in un incidente aereo rimasto misterioso.Â
Nel 1979, Zulfikar Ali Bhutto era stato impiccato perchè ritenuto responsabile di aver approvato l’uccisione di un suo avversario politico. Le accuse di corruzione e riciclaggio aggravato di denaro che ancora pendono sul capo della Bhutto le avrebbero impedito di rientrare nel Paese (pena l’arresto) se nelle scorse settimane il presidente Parvez Musharraf non l’avesse amnistiata, con un provvedimento che prelude ad una probabile spartizione del potere e a un’alleanza politica in vista delle elezioni generali del gennaio prossimo. Di sicuro, al di là delle accuse di colpevolezza che i protagonisti vecchi e nuovi della politica pakistana si scambiano in queste ore, ci sono i corpi senza vita di centinaia di cittadini anonimi, e l’incertezza sul futuro che attende il Pakistan all’indomani del più grave attentato che la storia del Paese abbia conosciuto. [AdL]