Andria (BA) - Comando Provinciale di Bari - Adescava gli stranieri, prevalentemente nordafricani, e si faceva consegnare 3.500 euro a pratica, rilasciando false attestazioni di avvio della procedura di regolarizzazione sul territorio nazionale. Scoperto è finito in manette. Si tratta di un tunisino 49enne, regolare sul territorio nazionale, arrestato ad Andria dai Carabinieri della Compagnia della città federiciana con le accuse di truffa aggravata, falsità materiale e falsità ideologica. L’arresto è avvenuto in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani, che ha condiviso appieno le risultanze investigative prodotte dai militari.
Le indagini, partite dalle denunce sporte da due vittime del raggiro che confrontandosi tra di loro e con altri connazionali hanno scoperto l’inganno, hanno consentito di appurare che l’uomo, sfruttando la procedura prevista dalla legge nr. 102 del 3 agosto 2009, la quale consentiva di regolarizzare gli stranieri già presenti in Italia, facendo emergere dal lavoro irregolare numerose colf e badanti, ha truffato i due stranieri - ma le vittime potrebbero essere molte di più - con lo stesso “modus operandi“. Tratto in arresto, lo straniero è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Andria.
Ultimi Articoli
Fibra ottica in provincia di Como: 145 comuni nel Piano Bul, oltre 144.000 immobili attivabili
Leone, il neonato ritrovato a Cinisello Balsamo respira senza supporto
Gaza, dalla Lombardia altri 150mila euro per acqua e assistenza agli sfollati
Milano premia i suoi protagonisti: a Palazzo Marino otto “Volti della Metropoli” che raccontano il futuro della città
Premio Volti della Metropoli: a Palazzo Marino i riconoscimenti alla VI edizione
Milano celebra i suoi protagonisti: torna il Premio “Volti della Metropoli”
Roma, talenti, Via Antamoro, vent’anni di attesa: ma chi paga il prezzo delle promesse rimaste sulla carta?
Winners Cup 2026, oltre 200 giovani pazienti oncologici in campo a Milano
GAROFANO, IL RIS E QUELLE DOMANDE CHE IL GIORNALISMO NON PUÒ PIÙ ELUDERE.