Roma - Comando Provinciale di Roma - Cercavano droga e i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro hanno trovato anche armi e reperti archeologici di grande valore. Doppio colpo, quindi, per i militari dell’Arma che ieri mattina, a seguito di un’attività d’indagine antidroga, hanno perquisito l’abitazione di un imprenditore edile 42enne, romano, situata nel Comune di Marino, periferia a sud della Capitale.
La perquisizione è iniziata dai piani superiori dell’abitazione ma le sorprese sono emerse quando è stata aperta una porta che conduceva in un sotterraneo tramite una scala buia e scalcinata. I militari hanno percorso il cunicolo fino ad una sorta di bunker, costruito con tufi e composto da vari ambienti illuminati da lampade fissate al soffitto e dotati di un sofisticato impianto di areazione collegato con l’esterno: in una stanza erano custoditi numerosissimi reperti archeologici tra anfore di varie dimensioni, vasi, frammenti di mosaico, parti di colonna, teste di statua di marmo ed altri resti risalenti al VIII e VII sec. a.C. e medievale; un’altra stanza era adibita a laboratorio per la coltivazione della marijuana, che era dotata di vari ventilatori, deumidificatori, neon specifici, vari teli, un impianto elettrico artigianale, taniche di solvente e dove sono state rinvenute 149 piante, 1,36 Kg di foglie e 1,730 Kg di marijuana in fase di essiccazione; un altro ambiente era utilizzato come una sorta di “ufficio“ che si presentava con vari calendari, aggiornati al mese di Febbraio, su cui venivano annotati i dati riferiti all’attività di spaccio. Durante la perquisizione è stato anche rinvenuto un arsenale: 3 fucili con matricole prive o illeggibili, 907 munizioni risalenti all’ultimo conflitto mondiale, una carabina ad aria compressa con matricola abrasa e 77 cartucce calibro 22.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che, unitamente al personale della Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Lazio, hanno ispezionato i rinvenimenti. Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto alle relative verifiche. L’arrestato, incensurato, è stato associato al carcere di Velletri con le accuse di detenzione di munizionamento da guerra, detenzione abusiva di armi e coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti. L’uomo ha tentato di giustificarsi con i Carabinieri affermando che le armi in suo possesso le aveva rinvenute in alcuni fabbricati, di proprietà di suoi clienti, durante dei lavori di ristrutturazione mentre i resti archeologici li aveva scoperti facendo immersioni subacquee.
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