RAI: Fatto il bando, arriva la protesta. Puntuale, come ogni concorso Rai che si rispetti.
Il concorsone Rai per l’assunzione a tempo determinato di 100 giornalisti professionisti ha fatto discutere da subito e ora, a meno di una settimana dalla sua pubblicazione arrivano le prime prese di posizione ufficiali.
A impugnare il bando sono i giornalisti pubblicisti, esclusi dal bando. Gli Stati generali dei quadri degli ottantamila giornalisti pubblicisti italiani si sono riuniti ieri a Roma, organizzati da Gino Falleri e Ezio Ercole.
Alla presenza del presidente e del vicepresidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino e Santino Franchina – si legge sul sito dell’Ordine dei giornalisti – i rappresentanti del pubblicismo hanno ribadito il loro ruolo centrale per il giornalismo italiano.
Per questo motivo si è deciso di istituire un Osservatorio permanente per affrontare in modo concreto le specificità professionali dei pubblicisti. Inoltre, in accordo con istituzioni universitarie italiane, si è ipotizzato un percorso professionale che trovi completa legittimazione con l’esame di Stato per i pubblicisti presso le accademie pubbliche.
A maggior tutela di una presenza insostituibile per l’informazione italiana – si legge nella nota – i giornalisti pubblicisti ritengono sia giunto il momento di creare un organismo che rappresenti le peculiarità di una figura professionale che rivendica i propri diritti di uguaglianza.
I pubblicisti, tramite i loro rappresentanti presenti all’incontro, hanno deciso di impugnare nelle competenti sedi giudiziarie il bando di concorso indetto dalla Rai per l’assunzione di 100 giornalisti, con l’ingiusta e discriminatoria esclusione dei soli pubblicisti.
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