Carcere durissimo per mafiosi, terroristi e altri pericolosi criminali: è questo, in estrema sintesi, quello che prevede l’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario sul quale il Consiglio dei ministri ha oggi approvato un disegno di legge che ne proroga la durata fino alla fine della legislatura, e cioè per altri quattro anni.
In un primo momento si era anche profilata l’ipotesi di estendere il 41 bis senza una scadenza temporale e quindi di metterlo definitivamente a regime. Ma il disegno di legge del governo, che in ogni caso elimina la necessita' di proroghe fatte per decreto legge ogni volta che il termine sta per scadere, ha comunque una durata temporale limitata. Due i motivi di questa scelta: il primo è che si tratta di una misura straordinaria, legata ad un'emergenza straordinaria. ''Fissare una scadenza - ha spiegato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli - significa dare un segnale ottimistico al Paesè'. Il secondo motivo, invece, è che sulla legittimita' dell’articolo 41 bis sono stati presentati nel corso degli anni diversi ricorsi sia alla Corte costituzionale che alla Corte europea. La definitiva messa a regime avrebbe probabilmente fornito ulteriori appigli per provvedimenti di questo tipo.
Il carcere duro, infatti, prevede la privazione di una serie di diritti previsti per gli altri detenuti. Ecco quelli principali:
* possibilita' di fare telefonate
* colloqui e corrispondenza con altri detenuti e colloqui con estranei
* colloqui con i familiari (tranne un colloquio al mese, di durata massima di un' ora)
* possibilita' di ricevere dall’esterno somme di denaro
* possibilita' di inviare denaro all’ esterno (salvo il pagamento delle spese per la difesa, delle multe e delle ammende).
* possibilita' di ricevere pacchi (tranne uno, del peso massimo di cinque chili, di biancheria)
* l’organizzazione di attivita' culturali, la nomina e la partecipazione alle rappresentanze di detenuti, lo svolgimento di attivita' artigianali
* possibilita' di acquistare i generi alimentari da cuocere
* la permanenza all’aria aperta viene limitata a un massimo di due ore al giorno.
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