Il Presidente Berlusconi ha informato il Consiglio dei Ministri appositamente convocato che intende confermare l’On. Gianfranco Fini, oggi nominato Ministro degli Affari Esteri, nelle funzioni di Vice Presidente del Consiglio. Il Consiglio ha condiviso e si è associato al Presidente Berlusconi nel ringraziare l’On. Franco Frattini per il lavoro svolto e gli ha rivolto gli auguri per il nuovo prestigioso incarico comunitario.
Il primo tassello è andato a posto. Come preannunciato da Berlusconi all’una di notte (dopo un lungo vertice notturno a palazzo Chigi), Fini è, dal pomeriggio, il nuovo ministro degli esteri al posto di Frattini traslocato alla commissione europea. Una nomina attesa ma arrivata solo alla fine di una giornata segnata da contrasti all’interno della maggioranza.
Con Berlusconi impegnato in un pressing sugli alleati - e in particolare proprio sul vicepremier - per far passare il suo progetto di taglio immediato dell’irpef, nel 2005 e non più nel 2006. Palazzo Chigi ha negato qualsiasi collegamento fra la nomina del nuovo titolare della Farnesina e la riforma fiscale. Ma è evidente che Berlusconi conta su un clima meno conflittuale nella Casa delle Libertà per attuare il suo progetto. "Questo periodo non può essere definito calmo, ma penso che alla fine sarà producente”, ha commentato il premier. Il tempo stringe e dopo il passaggio alla Camera ora la finanziaria sbarca in Senato.
Lì dovrà essere presentato l’emendamento sulla riduzione della pressione fiscale. Alleanza Nazionale conserva tutti i suoi dubbi, soprattutto sulla copertura finanziaria dei tagli. Perplessa appare anche l’Udc il cui leader Follini non ha ancora deciso se entrare nel governo come vicepremier. La Lega invece si schiera con Berlusconi sul taglio immediato dell’irpef e il ministro Calderoli indica anche la strada da seguire: sfondare il muro del tre per cento previsto dal trattato di maastricht. Chi non è disposta a fare sconti al governo è l’opposizione che - dopo aver contestato la finanziaria, definita una scatola vuota - chiede al governo di trarre le conclusioni dei suoi contrasti e dimettersi.
Governo / tg5
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