10/07/2008 - Roma- Ci risiamo. Nonostante il clima di austerity, imposto dalla Regione Lazio a 5 milioni di cittadini a causa dei conti in rosso che necessitano di un risanamento, la Regione stessa ha speso 23mila euro per nove pennoni in fibra e resina alti 12 metri per far sventolare le bandiere, e 240mila euro per comprare ed installare dei display al plasma per segnalare ai visitatori, che giungono nella propria sede, dove si trova il punto informazioni.
Il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, interviene sulla questione: “Se questi dati sono giusti, come credo che siano, ci troviamo di fronte ad un fatto vergognoso. Provvedimenti che tendono in qualche modo a sperperare il denaro pubblico senza alcuna logica sono deprecabili indipendentemente dallo schieramento politico che li attua. Tra l’altro, dalle informazioni che non vengono riportate dagli organi di stampa, sembrerebbe emergere una triste realtà , ovvero che il costo per i display sia stato soltanto di 57 euro inferiore al limite che avrebbe imposto una gara d’appalto. Quindi una situazione del genere ”€œcontinua De Pierro" dà adito, perlomeno, ad ombre di dubbio. Noi di Italia dei Diritti siamo in prima linea nel difendere i diritti dei cittadini e per far sì che il denaro pubblico sia dei cittadini stessi e non venga speso in maniera indiscriminata. Sicuramente è un diritto sacrosanto della gente, in particolar modo se poi si chiedono sacrifici, come sta avvenendo, nel campo della sanità .”
Ci si interroga sul perché il rigore economico imposto ai cittadini non sembra riguardare la sede che ospita gli uffici di Marrazzo e degli assessori che compongono l’esecutivo. Infatti nella nota spese della Regione si evidenziano: 800 euro per comprare una targa e 1.300 euro per il pagamento di una cena per quattro rappresentanti istituzionali e loro accompagnatori.
“E’ veramente inaccettabile ”€œconclude De Pierro" che la Regione sprechi 23mila euro per far sventolare delle bandiere. Sono a dir poco indignato, come cittadino, di fronte a tutto ciò, e faremo sentire la nostra voce.”
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