Roma " A seguito delle polemiche sorte dopo le edizioni del Tg1 del 26 febbraio scorso, durante le quali è stato detto più volte che per David Mills, imputato nel processo Berlusconi-Mondadori, la Corte di cassazione ha sentenziato l’assoluzione, invece che la prescrizione di un reato compiuto e sanzionato, Antonello De Pierro è intervenuto a commentare l’episodio. “Abbiamo assistito per l’ennesima volta " afferma il presidente dell’Italia dei Diritti " a una mistificazione della notizia da parte del Tg1 diretto da Augusto Minzolini. Il sentimento che meglio esprime il mio stato d’animo attuale di fronte a una nuova mortificazione della libertà di stampa è quello del disgusto, perché non si può essere altro che disgustati davanti al sistematico impegno disinformativo da parte del telegiornale ammiraglio delle rete pubblica. È arrivato il momento di dire basta " insiste stizzito De Pierro ". Minzolini deve fare le valige e andare a casa, e mi auguro che anche l’Ordine dei giornalisti prenda dei provvedimenti in merito”.
Il presidente del movimento nazionale a tutela della legalità e della giustizia difende a spada tratta il bisogno che tutti i cittadini hanno di una corretta ed equilibrata informazione, specie se proveniente da un servizio pubblico: “Il diritto ad essere informati " dice " è fondamentale per i cittadini e un giornalista asservito e genuflesso al potere politico non deve assolutamente posare le sue terga sugli scranni più alti dell’informazione pubblica. Nel caso in cui, invece, non si fosse trattato di mistificazione, ma di ignoranza giuridica, poichè cosa ben diversa è una assoluzione da una prescrizione, allora verrebbe meno il presupposto di competenza professionale, e quindi anche in questo caso l’invito a preparare le valige è l’unico praticabile”.
Infine, De Pierro fa sapere che, se questo atteggiamento deprecabile del primo telegiornale nazionale e il palese assoggettamento agli ordini padronali da parte di Minzolini dovessero continuare, l’Italia dei Diritti indirà una manifestazione di protesta chiamata “No Tg1 day”.
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