Varese: Una studentessa brasiliana, ma residente in Italia da anni, stava viaggiando su un autobus di Varese, in viale Belforte, e mentre si lamentava del gran caldo che c’era sull’autobus, con un’amica nicaraguense, viene subito insultata da un’autista in borghese che era presente sull’autobus insieme alla moglie e al figlio. L’autista in borghese pare abbia detto :”Cosa volete un tappeto rosso sugli autobus? Vai al tuo paese, negra di m...e non venite qui a romperci i c...”e continua con altre gentilezze del genere. La ragazza reagisce e risponde all’autista a questo punto anche la moglie dell’autista offende la ragazza e i due mewttono le mani addosso alla ragazza .L’avvocato Marzia Giovannini assiste la ragazza e dichiara "La moglie dell’autista non in servizio l’ha graffiata sul collo, l’uomo invece l’ha afferrata per la coda dei capelli, l’ha buttata in terra e ha cominciato a picchiarla. Gli altri passeggeri hanno tentato di difenderla ma gli aggressori hanno intimato a tutti di non intromettersi.
A un certo punto l’autista dell’autobus, ferma il mezzo e invita la ragazza a scendere, per ristabilire l’ordine dice lui, la ragazza protesta e chiede all’autista perché debba scendere solo lei, e in cambio non riceve nessuna risposta .
La ragazza scende alla fermata successiva, si fa raggiungere da sua madre e va al pronto soccorso a farsi medicare .La prognosi è di 5 giorni, il referto parla di abrasioni all’avambraccio e al collo, subito dopo la ragazza è andata in questura a sporgere denuncia . Mario Passera amministratore delegato di Sila, (l’azienda degli autobus di Varese, spiega :"Venuti a conoscenza dell’accaduto, abbiamo avviato la procedura disciplinare prevista dal nostro Contratto Nazionale. Dalle dichiarazioni raccolte fino a questo momento ci risulta che la ragazza, salita alla fermata all’altezza del supermercato Carrefour, sia scesa volontariamente alla fermata di Bobbiate, una volta giunta alla propria destinazione. Noi per primi vogliamo fare chiarezza su questo episodio, augurandoci di non trovarci costretti dall’accertamento dei fatti a prendere provvedimenti ai sensi di legge nei confronti di due dipendenti dallo stato di servizio fino a questo momento regolare”.
Una studentessa brasiliana, ma residente in Italia da anni, stava viaggiando su un autobus di Varese, in viale Belforte, e mentre si lamentava del gran caldo che c’era sull’autobus, con un’amica nicaraguense, viene subito insultata da un’autista in borghese che era presente sull’autobus insieme alla moglie e al figlio. L’autista in borghese pare abbia detto :”Cosa volete un tappeto rosso sugli autobus? Vai al tuo paese, negra di m...e non venite qui a romperci i c...”e continua con altre gentilezze del genere. La ragazza reagisce e risponde all’autista a questo punto anche la moglie dell’autista offende la ragazza e i due mewttono le mani addosso alla ragazza .L’avvocato Marzia Giovannini assiste la ragazza e dichiara "La moglie dell’autista non in servizio l’ha graffiata sul collo, l’uomo invece l’ha afferrata per la coda dei capelli, l’ha buttata in terra e ha cominciato a picchiarla. Gli altri passeggeri hanno tentato di difenderla ma gli aggressori hanno intimato a tutti di non intromettersi.
A un certo punto l’autista dell’autobus, ferma il mezzo e invita la ragazza a scendere, per ristabilire l’ordine dice lui, la ragazza protesta e chiede all’autista perché debba scendere solo lei, e in cambio non riceve nessuna risposta .
La ragazza scende alla fermata successiva, si fa raggiungere da sua madre e va al pronto soccorso a farsi medicare .La prognosi è di 5 giorni, il referto parla di abrasioni all’avambraccio e al collo,
subito dopo la ragazza è andata in questura a sporgere denuncia . Mario Passera amministratore delegato di Sila, (l’azienda degli autobus di Varese, spiega :"Venuti a conoscenza dell’accaduto, abbiamo avviato la procedura disciplinare prevista dal nostro Contratto Nazionale. Dalle dichiarazioni raccolte fino a questo momento ci risulta che la ragazza, salita alla fermata all’altezza del supermercato Carrefour, sia scesa volontariamente alla fermata di Bobbiate, una volta giunta alla propria destinazione. Noi per primi vogliamo fare chiarezza su questo episodio, augurandoci di non trovarci costretti dall’accertamento dei fatti a prendere provvedimenti ai sensi di legge nei confronti di due dipendenti dallo stato di servizio fino a questo momento regolare”.
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