Milano: “Il Vice Presidente del Consiglio Comunale (PdL) Stefano Di Martino è stato invitato da al cuni cittadini preoccupati per la situazione di degrado che vede interessata l’area ex Maserati di via Rubattino.
Non molto lontano dai nuovi insediamenti abitativi e dallo stupendo giardino creato con annesso laghetto, sotto i pilastri della tangenziale, i capannoni semi distrutti dell’area ex Maserati sono occupati da oltre 200 persone presumibilmente di etnia rom.
Di Martino ha visitato l’area ed ha trovato una situazione grave a livello sanitario; una baraccopoli/tendopoli dove regnano sporcizia, rifiuti e degrado, dove vivono e dormono alcune centinaia di persone.
La baraccopoli è ospitata all’interno dei vecchi capannoni e durante le varie fasi della giornata, gli occupanti vanno e vengono a piedi ed in auto.
Di Martino ha avuto la conferma che la situazione è monitorata dalle Forze dell’Ordine ed in particolare dalla Polizia Locale, ma esprime grande preoccupazione per la situazione di degrado nella quale vivono i nomadi, con il pericolo della diffusione di malattie e soprattutto, nel momento in cui si procederà allo sgombero dell’area, si domanda dove andranno a vivere e quale altra baraccopoli andranno a creare in città.
Di Martino chiederà al settore della Polizia Locale che, da anni, si occupa in modo assiduo e costante del censimento dei rom, di verificare se queste duecento e più persone disperate provengono da sgomberi cittadini precedenti o arrivano da altre città.
Di Martino chiede al Ministro Maroni, in una nota, di affrontare il problema rom in modo concreto ed efficace, soprattutto nell’interesse di queste persone che, per scelta e spesso anche per necessità, si trovano a vivere in condizioni di degrado totale.
In conclusione, il Vice Presidente del Consiglio Comunale chiederà anche la riconvocazione degli enti che si occupano dei campi regolari e irregolari della nostra città per affrontare questa gravissima situazione.
Di Martino ha quindi dichiarato:
“Ho visitato l’area e ne sono rimasto davvero impressionato per la gravità delle condizioni sanitarie. E’ assolutamente necessario e doveroso intervenire“.
Stefano Di Martino
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