Confesercenti Ladysilvia; 7 miliardi di euro. Questo il gigantesco volume d'affari della contraffazione in Italia. Un vero e proprio sistema industriale e commerciale, con i suoi centri di produzione, i suoi canali di vendita e i suoi consumatori, che mina l’immagine internazionale ed incide pesantemente sulla realtà economica e sociale del Paese. "La scorsa settimana abbiamo presentato - dichiara il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, - i numeri spaventosi dello studio sulle truffe, con 15 milioni di cittadini vittime di maghi, astrologi e truffe telematiche. Oggi vogliamo denunciare i pesanti danni all’economia causati dalla contraffazione".
Ad analizzare il fenomeno, negli anni 2003-2006, è il "Rapporto sulla Contraffazione e criminalità informatica: i danni all’economia e alle imprese" realizzato dal Centro Studi Temi della Confesercenti.
Le cifre movimentate sono allarmanti. La contraffazione dei prodotti di abbigliamento e moda gestisce un giro d'affari di circa 3,6 miliardi. Il mercato del falso di farmaci e cosmetici arreca all’ economia un danno di circa 500 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 600 milioni per giocattoli sequestrati dalla Guardia di Finanza. l’elettronica è uno dei comparti più danneggiati, con particolare riferimento alla pirateria musicale tradizionale e on line, e i criminali informatici si riempiono le tasche per un ulteriore miliardo e mezzo di euro. Sotto la voce 'beni di consumo e altro' si raccolgono, infine, 800 milioni di euro di prodotti e manufatti taroccati.
Oltre a queste tipologie di prodotti, in Italia sono stati oggetto di contraffazione, lamette, prodotti di illuminazione e mini-moto, a conferma della validità del motto ''ciò che si può produrre si può anche copiarè', ma con pericolose conseguenze per la salute dei consumatori.
''È un fenomeno in crescita - prosegue Venturi - tanto che i prodotti sequestrati dalla Guardia di Finanza sono passati da circa 74 milioni nel 2005 a circa 89 milioni nel 2006. I sequestri, inoltre, sono più dell’insieme di quelli dei 25 paesi UE, pari a 75 milioni. ''l’aumento dei sequestri è dovuto soprattutto all’aumento a dismisura della merce circolante e non ad una maggiore capacità investigativa''.
Gli effetti del mercato del falso sono molteplici: danni economici alle imprese connesso alle mancate vendite, alla riduzione del fatturato, alla perdita di immagine e di credibilità , alle rilevanti spese sostenute per la tutela dei diritti di privativa industriale, a scapito degli investimenti produttivi; danni e pericoli per la salute e sicurezza del consumatore finale; danni sociali legati allo sfruttamento di soggetti deboli (disoccupati ed extracomunitari) assoldati attraverso un vero e proprio racket del lavoro nero; danni all’Erario attraverso l’evasione dell’I.V.A. e delle imposte sui redditi; danni al mercato, a causa dell’alterazione del suo funzionamento per la concorrenza sleale dovuta ai minori costi di produzione.
Questo meccanismo distorto ed illegale consente di re-investire gli ingenti profitti ricavati da questa attività illecita, in altrettanto proficue attività delittuose (edilizia, droga, armi) da parte delle organizzazioni malavitose.
Per quanto riguarda la distribuzione, i principali canali attraverso cui avviene la commercializzazione dei prodotti contraffatti e/o piratati sono due: il primo si avvale dell’impiego di cittadini extracomunitari, (nordafricani, in particolare) presenti in maniera massiccia su tutto il territorio nazionale. Il secondo è internet, che ha favorito nuovi canali di distribuzione per i prodotti contraffatti ed ha accelerato lo sviluppo del fenomeno criminale.
Una tipica manifestazione della contraffazione è quella delle false banconote in euro: nel secondo semestre del 2006, stando ai dati diffusi dalla Banca Centrale Europea, sono state ritirate 265.000 banconote contraffatte. Il biglietto da 20 euro è quello che fa registrare il più elevato numero di contraffazioni, superando, in questa particolare classifica, le banconote da à 50,00 e 100,00.
Il settore più colpito, a livello internazionale, rimane l’elettronica (radio,televisioni, lettori CD o DVD, registratori, computer, supporti materiali sui quali vengono fissate opere dell’ingegno, programmi software, ecc.) e il nostro Paese si conferma leader mondiale nella contraffazione della musica. Per il comparto elettronico la percentuale dei prodotti contraffatti è di oltre il 20% nell’industria degli audiovisivi, del 30% nell’industria informatica e sale a oltre il 40% su scala mondiale nel settore del software. Solo nel periodo 2003-2004 sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle oltre 10 milioni di programmi contraffatti, oltre un miliardo e mezzo di CD musicali, 6 milioni di supporti e 900.000 DVD musicali.
''Per frenare questa valanga di illegalità - sottolinea Venturi - ognuno deve fare la sua parte ad iniziare dalle case discografiche che devono ridurre i loro utili, agli artisti che devono moderare i loro compensi, allo Stato che deve ridurre la tassazione".
"l’azione delle forze dell’ordine è lodevole ed efficace - conclude il presidente della Confesercenti - ma serve aumentare l’incisività per colpire un fenomeno totalmente criminale e sempre più pervasivo. Per questo motivo occorrono più forze dell’ordine dedicate a questa azione repressiva, dotandole di maggiori risorse e di strumenti più sofisticati per colpire l’illegalità ".
LA REDAZIONE
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