Roma, 28 ott. - Vento in poppa per la larga banda in Italia grazie anche allo sviluppo dei nuovi contenuti digitali. Fra il 2002 e il 2003 c’è stata una crescita media dei collegamenti del 135% e negli ultimi mesi un incremento superiore a quello medio europeo, con 30 mila nuovi abbonamenti alla settimana, espansione che ci colloca al secondo posto in Europa per tasso di sviluppo e con ben 5,5 milioni di italiani collegati in larga banda. Tutto questo prospetta non solo una eccezionale opportunità di sviluppo, ma anche una vera e propria ’rivoluzione’ determinata dall’espansione dei contenuti digitali (telefonia, servizi vari, e-Government, e-Learning, sicurezza domestica, foto e video digitali, informazioni, cultura, turismo, film, musica, divertimento), che divengono interattivi e non sono più una semplice trasposizione dai formati tradizionali. È la fotografia che emerge dal “Rapporto sulla Larga Banda e sviluppo dei contenuti digitali”, il primo studio in materia in Italia, voluto da Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, che delinea uno scenario inedito e tale da porre al Governo nuove sfide.
“La velocità di trasmissione e la facilità di accesso ai contenuti non sono sufficienti. La nostra prossima sfida, per la realizzazione della quale il ruolo del Governo è fondamentale”, ha spiegato il Ministro, “è di promuovere non tanto l’innovazione tecnologica per se stessa, ma la qualità di tale innovazione e di quanto viene offerto tramite essa. Ossia la qualità dei contenuti, che può essere garantita consentendo all’industria di lavorare in un ambiente chiaro, definito, favorevole e che consenta modelli di business percorribili”.
Ma Stanca ha posto un “secondo obiettivo, anch’esso ambizioso: comprendere del tutto le potenzialità della rivoluzione in atto e di utilizzarla per promuovere le nostre ricchezze, la nostra cultura, insomma l’italian lifestyle, quello che il mondo ci invidia”.
Non solo, ma recependo le indicazioni dell’OCSE, il ministro ha prospettato l’esigenza di “creare un quadro di regolamentazione dell’industria che preveda la definizione di standard di interoperabilità e tuteli i diritti di proprietà , ossia contrasti la pirateria”.
I risultati ottenuti in Italia “sono il frutto degli incentivi agli utenti per la connettività combinati con offerte mirate degli operatori. Tuttavia l’Italia ha ancora strada da fare e, quindi, è necessario mantenere una politica di intervento che continui a promuovere la domanda e, indirettamente, l’offerta”, ha aggiunto il Stanca.
Il ministro Stanca ha ricordato che “i consumi di intrattenimento trainano il mercato ed in Italia sono particolarmente elevati con il 28% degli utenti, un dato leggermente superiore alla media europea”. Si sta così realizzando una convergenza tra gli apparecchi con la conseguente creazione di “network domestici”, in cui il pc “parla” con la televisione, con la consolle, con il cellulare, con il controllo della casa, con l’impianto di riscaldamento, etc...
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