Restauro Sala delle Asse

Moratti e Bondi: “Un progetto internazionale che rinnova il legame storico tra Leonardo e Milano

Milano: Oggi il Sindaco Letizia Moratti, il Ministro per i Beni Culturali e le Attività Culturali Sandro Bondi e l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory hanno annunciato il progetto di restauro della Sala delle Asse del Castello Sforzesco, che conserva una delle più importanti testimonianze dell’arte di Leonardo.

“Il restauro che presentiamo oggi " ha dichiarato il Sindaco Letizia Moratti " è un progetto di valenza internazionale, un’occasione davvero importante per la nostra città , perché vede uniti pubblico e privato in una sinergia virtuosa per sviluppare progetti per Milano. Ci avviciniamo all’appuntamento di Expo 2015 " ha aggiunto il Sindaco " con un percorso di iniziative che hanno al centro la figura di Leonardo e che culmineranno con un grande evento che celebrerà la sua figura poliedrica, il suo lavoro multidisciplinare e la sua capacità di innovazione”.

"Leonardo è un simbolo di Milano " ha concluso Letizia Moratti - è vero che la sua parte artistica l’ha sviluppata a Firenze, ma la sua anima, il suo modo di lavorare interdisciplinare è tutto milanese, i suoi maggiori progetti scientifici li ha elaborati qui a Milano".

“Questo progetto che riguarda la nostra storia, la nostra memoria e la nostra identità " ha affermato il Ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi " si inserisce in un ambito di collaborazione con il Comune di Milano per la realizzazione di diversi obiettivi in vista di Expo 2015, rivolti in particolare alla Pinacoteca di Brera, alla Triennale di Milano e alla Biblioteca Europea - Beic. Il lavoro di studio su questi affreschi " ha concluso il ministro Bondi " sarà un evento internazionale e consentirà al pubblico di avvicinarsi all’opera di Leonardo e alla sua figura, cui Milano è indissolubilmente legata”.

“Un’occasione importante per pensare Leonardo attraverso Leonardo " ha dichiarato l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory " in cui Leonardo da Vinci diventa il “Leonardo di Milano”, un paradigma del sapere del nostro tempo e della nostra città . I lavori di restauro della Sala delle Asse si inseriscono in un progetto di valorizzazione delle attività del Castello Sforzesco, un Museo dei Musei e della città di Milano - ha proseguito l’assessore alla Cultura " per declinare insieme tradizione, turismo e tecnologia”.

PROSPETTIVE DI INTERVENTO SULLA SALA DELLE ASSE DEL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO

Premessa
La decorazione della Sala delle Asse fu scoperta dall’architetto Luca Beltrami verso la fine dell’Ottocento nel corso dei lavori di restauro del Castello Sforzesco. In quella circostanza, mettendo mano al recupero della sala, non risulta che Beltrami si sia preoccupato di documentare lo stato della decorazione al momento del suo primo riconoscimento, mentre venne affidata al pittore Rusca la totale ridipintura delle superfici pittoriche.
Non vi fu comprensione, allora, per i frammenti autografi, oggi concordemente riconosciuti a Leonardo, dipinti a monocromo su due pareti.
Dalle carte sforzesche risulta che Leonardo si accingeva a dipingere la Sala delle Asse nell’aprile del 1498, impegnandosi a finirla entro settembre. Non è noto se l’artista abbia portato personalmente a termine il lavoro o se la decorazione sia stata da lui interrotta e completata da altri.
Nel corso dei restauri degli anni Cinquanta, condotti da Ottemi Della Rotta, l’arbitraria ridipintura del Rusca venne rimossa per riportare gli affreschi sottostanti ad uno stato di migliore leggibilità .
A questo intervento, che risale ormai a sessant’anni fa, non ne sono mai seguiti altri, neppure per una semplice manutenzione. Ne deriva uno stato di conservazione precario delle pitture a monocromo, di mano di Leonardo, come risulta da un confronto con le documentazioni fotografiche dell’ultimo restauro: allarmante è la presenza diffusa di sali con conseguente perdita di intensità e di forza del segno attribuibili anche all’insufficiente controllo climatico delle sale del Castello.

L’intervento di monitoraggio recente (2006)
Le preoccupazioni espresse dalla Direzione delle Raccolte d’Arte hanno trovato ascolto fin da 2000 nell’Associazione Italia Nostra che ha messo a disposizione un finanziamento per attuare una parziale campionatura, necessaria all’elaborazione di un progetto di restauro.
I contatti avviati in quell’anno da Maria Teresa Fiorio, allora direttore delle Raccolte d’Arte, con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sono stati una premessa importante per la realizzazione dell’intervento. Dopo un’interruzione del progetto dovuta ad altro incarico di Maria Teresa Fiorio in Soprintendenza, con il suo rientro alla Direzione delle Raccolte d’Arte verso la fine del 2005 il progetto è stato ripreso e i lavori avviati nel 2006: da un lato, l’installazione di sensori ha consentito un periodo di monitoraggio e controllo del clima, dall’altro il lavoro di indagine e di analisi affidato alla restauratrice Anna Lucchini, diplomata presso l’Opificio delle Pietre Dure, ha consentito una verifica dello stato di conservazione e l’individuazione delle pitture originali sulla volta. L’assistenza tecnica al progetto assicurata dall’Opificio delle Pietre Dure, che ha condotto indagini chimiche e fotografiche, ha consentito di mettere a punto un progetto di restauro più preciso possibile.

Il progetto di restauro
Pubblicato in Raccolta Vinciana Fascicolo XXXII, Castello Sforzesco, Milano (pag. 101), il resoconto dettagliato delle operazioni di indagine dà un’informazione approfondita dello stato di conservazione e delle prospettive possibili di un intervento. Si evidenziano in esso due possibili piani di intervento futuro: 1) innanzitutto un primo e inderogabile intervento di ripulitura dai sali e di manutenzione dei muri al fine di bloccare il deterioramento delle parti di pittura di Leonardo oggi in evidenza e altrimenti destinate a scomparire; 2) nel contempo, un intervento di restauro della volta condotto con le metodologie più aggiornate che, a seguito delle indagini diagnostiche già condotte, ha concrete possibilità di riuscire a distinguere le parti autentiche della pittura originaria
e di rivalutare un testo pittorico, generalmente trascurato dalla critica proprio per la sua scarsa leggibilità .
Sarà quindi possibile uno studio per l’attribuzione della pittura svelata dal restauro con buone possibilità , come già per le pitture a parete, di individuare l’opera di Leonardo.
Il progetto di restauro messo a punto sulla scorta dei lavori di indagine condotti con l’Opificio delle Pietre Dure va dunque in questa direzione e può dare un contributo prezioso alla migliore conoscenza dell’attività milanese di Leonardo.
Anche in vista dell’Expo, questo intervento, su una testimonianza emblematica della pittura di Leonardo, è un’occasione per affermare in modo incisivo l’attenzione della città al proprio patrimonio culturale.
I tempi di lavoro da prevedere sono valutati in tre anni. I costi sono valutati nell’ordine di 1.500.000 Euro.

Gli attori dell’iniziativa
Per questo importante progetto, il Comune di Milano, attraverso il Sindaco e le sue istituzioni museali, agisce come primo committente.
Sul piano del controllo scientifico dell’intervento ipotizzato, il coinvolgimento dell’Opificio delle Pietre Dure, che ha confermato il proprio impegno, consente di avere un costante presidio di questo progetto di restauro, il quale sarà naturalmente oggetto di un’attenzione internazionale.
E’ stato istituito un comitato scientifico ristretto, con un ruolo squisitamente operativo, che coinvolge, accanto alla Direzione delle Civiche Raccolte d’Arte, gli organismi locali di tutela del patrimonio artistico, e cioè la Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio, la Sovrintendenza al Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico di Milano. Fanno parte del Comitato inoltre i noti esperti Luisa Cogliati Arano, Maria Teresa Fiorio e Pietro Marani, Antonio Paolucci e Luke Syson.
Il Ministero dei Beni Culturali avrà un duplice ruolo di legittimazione del progetto sul piano scientifico e di sostegno finanziario per l’esecuzione dei lavori.
L’Azienda A2A, attraverso il proprio Comitato di liberalità , ha espresso anch’essa il proprio impegno a sostenere il progetto di restauro con un generoso finanziamento che ne accompagnerà le diverse fasi fino alla completa realizzazione.
Il restauro si inserisce nel contesto delle attività che accompagnano il cammino di Milano verso l’Expo del 2015 di cui Leonardo sarà simbolicamente il nume tutelare.