La flotta baleniera giapponese è tornata dall’attività di “ricerca” nel mare del Pacifico settentrionale dopo aver catturato 100 balenottere minori, 50 balenottere di Bryde, 39 balene franche boreali e 5 capodogli, per un totale di 194 cetacei.
Originariamente il numero di balene che il Giappone intendeva cacciare era di 260, ma le altre 50 balenottere minori verranno catturate più in là dalla flotta baleniera costiera.
Queste 194 balene cacciate nel Pacifico si aggiungono alle 440 già catturate nel mar Antartico e alle 634 nell’Atlantico nordorientale.
“Con 1268 balene cacciate, il Giappone quest’anno ha superato ogni limite- dichiara Domitilla Senni, direttore generale di Greenpeace è la più grande mattanza di questi splendidi mammiferi dal 1988, quando la moratoria è entrata in vigore a tutti gli effetti”
Il Giappone ha già detto che proverà a novembre, per la quarta volta, alla Conferenza annuale della Convenzione di Washington (Cites) per la tutela delle specie minacciate, di togliere le balenottere minori e le balenottere di Bryde dall’Appendice I, quella delle specie di cui è vietata la caccia.
Buone notizie vengono, invece, da Bonn, dove è terminata la riunione dei delegati dei paesi aderenti alla Convenzione per le Specie migratorie e 7 nuove specie di cetacei sono state classificate tra quelle minacciate d’estinzione e che necessitano di misure di tutela.
Tra le specie di cui si richiede l’inserimento nell’Appendice II della Cites anche l’orca che, essendo all’apice della catena alimentare, è fortemente minacciata dall’inquinamento marino per il fenomeno del bioaccumulo.
A proporre la tutela di queste nuove specie l’Australia, mentre la Norvegia, paese baleniero, si è opposto. Il Giappone, invece, non è neanche membro di questa Convenzione.
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