ESAME DI MATURITà: SI COMINCIA CON IL TEMA DI ITALIANO

ROMA - Sono cominciati stamani gli esami di maturita' per circa 463.000 studenti che saranno alle prese con la prima prova, lo scritto di italiano. Ecco le tracce dei temi della prima prova. Domani sara' la volta del secondo scritto, diverso per ciascun indirizzo: Latino al liceo Classico, matematica allo Scientifico, lingua straniera al Linguistico, economia aziendale per i Tecnici. Il 24 giugno la terza prova scritta, che vertera' su non più di cinque materie. Ultimo atto, il colloquio orale, forse agli inizi di luglio. MATURITA': ECCO LE TRACCE DEI TEMI

*TIPOLOGIA A - Analisi del testo Salvatore Quasimodo, uomo del mio tempo.

*TIPOLOGIA B - Redazione di saggio breve o articolo di giornale.

    1. AMBITO STORICO-LETTERARIO Traversando la Maremma toscana, Carducci; I pastori, D'Annunzio; Liguria, C. Sbarbaro, Umberto Saba, Trieste; Disegno di Guttuso per l'edizione I Promessi Sposi Einaudi 1960 2. AMBITO SOCIO-ECONOMICO Argomento: il dibattito sull'evoluzione del concetto di Stato sociale 3. AMBITO STORICO-POLITICO Argomento: La memoria tra custodia del passato e progetto per il futuro 4. AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO Argomento: conoscenza, lavoro e commercio nell'era di Internet.

*TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO: ''Secondo un giudizio storico largamente condiviso, con Papa Giovanni XXIII la Chiesa si lascia alle spalle le fasi più aspre della contrapposizione alla modernita', quali ad esempio, le pronunzie del sillabo e la scomunica del modernismo. si avvia al tempo stesso un lungo travaglio, culminato nel concilio Vaticano II, teso al dialogo ecumenico con i lontani e i separati e al confronto con un mondo aperto a moderne prospettive politiche. illustra questa importante fase della storia della chiesa ed il ruolo che essa ha avuto nel contesto italiano ed internazionalè'.

*TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE: ''Paesi e citta' d'Italia custodiscono un immenso patrimonio artistico e monumentale che, oltre a rappresentare una importantissima testimonianza della nostra storia, costituisce al tempo stesso una primaria risorsa economica per il turismo e lo sviluppo del territorio. Affronta la questione anche in relazione all'ambiente in cui vivi, ponendo in evidenza aspetti positivi e negativi che, a tuo, giudizio, lo caratterizzano per la cura, la conservazione e la valorizzazione di tale patrimonio''. Agli studenti, per ogni tema, sono stati forniti anche alcuni spunti di riflessione tratti da più fonti (libri e ricerche). Per quanto riguarda il tema di ambito socio-economico riguardante il dibattito sulla evoluzione del concetto di stato sociale, gli spunti dati ai ragazzi sono stati i seguenti:

''Il termine welfare state venne usato per la prima volta in Gran Bretagna dopo la seconda guerra mondiale, per descrivere il tipo di stato 'ricostruito' dal governo laburista col più ampio consenso. Il termine è sopravvissuto alla caduta di quel governo (1951). [...] Il potere politico, nel welfare state, poteva essere impiegato per modificare, con mezzi legislativi e amministrativi, il gioco delle forze del mercato. In tre possibili direzioni:

    1. garantire ai singoli e alle famiglie un minimo reddito indipendente dal valore di mercato del loro lavoro o dal loro patrimonio;ridurre l'insicurezza sociale mettendo chiunque in grado di far fronte a difficili congiunture: malattia, vecchiaia, disoccupazione;garantire a tutti, senza distinzione di classe e di reddito, le migliori prestazioni possibili (l'ottimo, non il minimo) relativamente a un complesso di servizi predeterminati". (A. BRIGGS, Welfare State: passato, presente, futuro, Mondo Operaio, II, 1985).
  • ''Lo stato-provvidenza realizzato in Europa a partire dal 1945-46 ha cambiato natura e funzione. Ancora tra le due guerre, il suo scopo era quello dell'assistenza, di un riequilibrio precario delle disfunzioni sociali piùevidenti, nel quadro di una preoccupazione politica che consisteva nel neutralizzare la lotta di classe nel momento di sviluppo della grande industria. [~] Dopo il 1945, l'incremento molto sensibile delle spese sociali per il canale dello stato-provvidenza appare come uno dei motori necessari per dare impulso alla crescita economica, mediante lo sviluppo della produttivit` del lavoro. [...] Il progresso sociale è una componente indispensabile dello sviluppo, perchi partecipa all'ampliamento del mercato interno, al miglioramento della produttivit` lavorativa, contribuendo a una ripresa degli investimenti, delle opportunita' di lavoro e di impiego''. (F. DEMIER, Lo Stato sociale, in "Storia e dossier", Febbraio 1989).

    ''l'attuale dibattito sulla crisi dello Stato sociale e assistenziale non riguarda solo l'aumento degli oneri finanziari.

    La critica è rivolta anche alla crescente burocratizzazione, centralizzazione, professionalizzazione, monetarizzazione e giuridificazione, collegate allo sviluppo dello Stato sociale. È difficilmente contestabile il fatto che lo Stato sociale sia stato un forte motore di trasformazione della societa' ma che, ampliando le funzioni pubbliche nel campo della sicurezza sociale, abbia anche distrutto l'ambiente sociale, indebolito il potenziale di iniziativa personale e limitato l'autonomia dei singoli. l'individuo è stato assoggettato alle regole disciplinatorie dello Stato sociale ed ha perso la libera disponibilita' su un'ampia parte dei propri beni. Molti chiedono percir di risolvere i problemi sociali in modo piùdeciso, attraverso il mercato o ridando slancio alla funzione sociale dei gruppi, come le organizzazioni di autotutela ed in particolare la famiglia. Quest'ultimo punto appare tanto più necessario, in quanto, ad esempio, alcolizzati, tossicodipendenti, malati di AIDS o malati cronici necessitano non solo di aiuto materiale ma anche, soprattutto, di dedizione umana''. (G. A. RITTER, Storia dello Stato sociale, Roma-Bari, 1996).

  • ''In realta', si profila l'esigenza di ripartire dal basso poichè, se è vero che la crescente articolazione e sofisticazione della domanda dei cittadini ha rappresentato l'aspetto veramente dirompente rispetto alla rottura del modello di welfare tradizionale, statocentrico e monopolista, di fatto, nei processi di ridefinizione organizzativa e funzionale del nostro modello di politiche sociali gli utenti hanno svolto finora un ruolo del tutto residuale. [...] Invece, laddove i soggetti di offerta hanno operato "sporcandosi le mani" con i bisogni sociali emergenti, anche estremi, si sono registrati i risultati piy importanti in termini d'innovazione dei modelli di intervento e qualita' delle prestazioni (emblematica sotto questo aspetto è tutta la vicenda del terzo settore nel campo dell'assistenza ai tossicodipendenti ed ai malati di Aids, oppure negli interventi a favore dei minori ecc..)''. (34° Rapporto annuale sulla situazione sociale del paese 2000 - Sintesi, Censis).