CITTA' DEL VATICANO. Il 17 Nov. mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla XXII Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), tenutasi in Vaticano dal 15 al 17 novembre.
Il Papa ha affermato nel suo discorso che la cura pastorale dei malati anziani è "un aspetto oggi centrale della pastorale della salute". Chi accompagna gli anziani malati deve chiedersi: "Ha ancora senso l’esistenza di un essere umano che versa in condizioni assai precarie, perché anziano e malato? Perchè, quando la sfida della malattia si fa drammatica, continuare a difendere la vita, non accettando piuttosto l’eutanasia come una liberazione? È possibile vivere la malattia come un'esperienza umana da assumere con pazienza e coraggio?".
Ponendo l’accento sulla "odierna mentalità efficientista" che "tende spesso ad emarginare questi nostri fratelli e sorelle sofferenti, quasi fossero soltanto un 'peso' ed 'un problema' per la società ", Papa Benedetto XVI ha affermato che è giusto che "si ricorra pure, quando è necessario, all’utilizzo di cure palliative, le quali, anche se non possono guarire, sono in grado però di lenire le pene che derivano dalla malattia. Sempre, tuttavia, accanto alle indispensabili cure cliniche, occorre mostrare una concreta capacità di amare, perché i malati hanno bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento e accompagnamento".
"Gli anziani, in particolare" - ha detto ancora il Papa - "devono essere aiutati a percorrere in modo consapevole ed umano l’ultimo tratto dell’esistenza terrena, per prepararsi serenamente alla morte, che - noi cristiani lo sappiamo - è transito verso l’abbraccio del Padre celeste, pieno di tenerezza e di misericordia".
Il Santo Padre ha quindi ribadito che: "Ė in genere opportuno fare quanto è possibile perché siano le famiglie stesse ad accoglierli e a farsene carico con affetto riconoscente, così che gli anziani ammalati possano trascorrere l’ultimo periodo della vita nella loro casa e prepararsi alla morte in un clima di calore familiare. Anche quando si rendesse necessario il ricovero in strutture sanitarie, è importante che non venga meno il legame del paziente con i suoi cari e con il proprio ambiente. Nei momenti più difficili il malato, sorretto dalla cura pastorale, sia incoraggiato a trovare la forza per affrontare la sua dura prova nella preghiera e col conforto dei Sacramenti. Sia circondato da fratelli nella fede, disposti ad ascoltarlo e a condividerne i sentimenti. È questo, in verità , il vero obiettivo della cura "pastorale" delle persone anziane, specialmente quando sono malate, e ancor più se gravemente malate".
Benedetto XVI ha ricordato la "esemplare testimonianza di fede e di coraggio" di Giovanni Paolo II durante la malattia e la sua esortazione agli scienziati ed ai medici "ad impegnarsi nella ricerca per prevenire e curare le malattie legate all’invecchiamento, senza mai cedere alla tentazione di ricorrere a pratiche di abbreviamento della vita anziana e ammalata, pratiche che risulterebbero essere di fatto forme di eutanasia".
"La vita dell’uomo è dono di Dio" - ha aggiunto Benedetto XVI - "che tutti siamo chiamati a custodire sempre. (...) Occorre un generale impegno perché la vita umana sia rispettata non solo negli ospedali cattolici, ma in ogni luogo di cura".
"Gesù, morendo sulla croce" - ha sottolineato infine il Santo Padre - "ha dato alla sofferenza umana un valore e un significato trascendenti. Dinanzi alla sofferenza e alla malattia i credenti sono invitati a non perdere la serenità , perché nulla, nemmeno la morte, può separarci dall’amore di Cristo. In Lui e con Lui è possibile affrontare e superare ogni prova fisica e spirituale e, proprio nel momento di maggiore debolezza, sperimentare i frutti della Redenzione". AC/ANZIANI MALATI/CON-AVA
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