Il Razzismo in Italia

Non c’è giorno che passa , dove ci siano episodi di discriminazione , nei confronti dei propri simili. Ma ultimamente la cosa che preoccupa è la trasformazione della vittima in carnefice, questo altro , come viene definito, diventa un pericolo pubblico , e questo altro che impedisce ai cittadini di realizzare la propria vita, e questo altro che impedisce ai sogni di diventare realtà .E questo altro che ruba, che delinque, che uccide, che sfrutta, che toglie risorse , che pretende con la sua presenza di occupare un territorio. Un partito politico ha fatto dell’odio nei confronti del diverso e della discriminazione la base della sua politica , che si tratti di extra comunitari, di comunitari , di italiani del sud, di Rom, di omosessuali, di appartenenti ad altre religioni. Quello che preoccupa, è che molti dei protagonisti di queste vicende sono dei ragazzi e dei bambini, che invece di essere rimproverati e diffidati ad avere comportamenti lesivi della dignità umana, e che violano i principi della Carta Costituzionale , vengono protetti da quelle Istituzione che dovrebbero intervenire, i comuni si indignano se qualcuno dice che la propria comunità è razzista , le scuole negano, i genitori accusano le vittime, i propri figli sono dei Santi .La colpa dell’altro? Imporre la propria presenza.

Treviso
A Treviso un bambino napoletano per un anno intero è stato offeso , insultato, umiliato quotidianamente e continuamente , oltre a insulti del tipo sei un camorrista, terrone , e coretti vari contro i napoletani , veniva accusato di puzzare , e i ragazzi disinfettavano pure le penne che lui toccava.
La mamma del ragazzo si era rivolta alle insegnanti per avere delle spiegazioni, e queste rovesciando il problema le hanno detto che era il suo ragazzo ad essere problematico.
Il Preside e i genitori sono indignati , secondo loro, la madre del bambino dovrebbe scusarsi per le infondate accuse .
l’Assessore regionale alle Politiche dell’istruzione e formazione Elena Donazzan , afferma "So trattarsi di un caso difficile , che crea sofferenza e irrequietezza in un ragazzo che ha dimostrato una difficoltà di inserimento che non credo vada attribuita né ai compagni di classe né agli insegnanti”.
Maria Giuliana Bigardi provveditore di Treviso spiega che invece si atterrà al protocollo, che prevede l’invio di una relazione al Direttore scolastico regionale e anche al Ministero dell’istruzione, in questa relazione ci saranno anche le testimonianze dei docenti, del preside e dei genitori.
L’Assessore comunale Mauro Michielion, si preoccupa invece di chi pagherà i danni per aver danneggiato l’immagine della scuola degli insegnanti e sopratutto della città di Treviso.
Il Sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo tende a ridimensionare l’intera vicenda "La nostra città non è razzista – commenta -. Alcuni dei personaggi più illustri di Treviso provengono dal sud Italia...
bisogna controllare in maniera maggiore i ragazzi e le dinamiche che si creano fra compagni.Sono state scaramucce fra bambini, situazioni che si verificano in ogni scuola. Ricordo che accadeva anche quandero piccolo io, ci si prendeva spesso in giro. Ora bisogna capire perché è successo”.
Il problematico alla fine di tutto è il bambino napoletano insieme alla sua famiglia che si è permessa di denunciare il caso.

Solesino(Padova)
Un altro caso di razzismo è avvenuto a Solesino in provincia di Padova, una studentessa romena ha tentato di suicidarsi piuttosto che andare a scuola”Nostra figlia - racconta il papà - è stata isolata dai compagni. Le dicevano che “puzzava di romena“ e che non era vestita alla moda. Ne aveva parlato con la mamma: il compito in classe ha colmato la sua paura”.
Il preside della scuola di Solesino invece spiega "Le accuse di razzismo sono infondate , noi approfondiremo la vicenda con la classe e gli insegnanti. Ed è certo che se vi fosse anche un minimo riscontro, prenderemo dei severi provvedimenti con chi ha discriminato una propria compagna di classe. Ma io credo che si tratti di un fatto infondato così come viene esposto. Nella nostra scuola cè l8 per cento di studenti stranieri e lavoriamo costantemente con progetti per lintegrazione”. Il sindaco di Solesino Walter Barin invece racconta :”Non eravamo a conoscenza del fatto ... incontreremo il dirigente scolastico e cercheremo di andare a fondo sulla vicenda. Nessuno sembra essere a conoscenza di questi episodi, anzi mi dicono che la ragazza era ben integrata, certo è che si tratterebbe di un grave caso di discriminazione se le parole dei compagni di classe fossero vere. I docenti mi hanno assicurato che non cè stata mancanza di solidarietà: i compagni di classe della ragazza sono stati i primi ad andare a trovarla in ospedale. A Solesino non abbiamo mai avuto episodi di razzismo, sarebbe il primo e sarebbe da condannare”.

Treviso
«Scendete! Voi zingari siete così, fate sempre i furbi». Con queste parole - stando alla denuncia formalizzata dai genitori - si è rivolto alle due sorelline senegalesi di 13 e 9 anni lautista alla guida dellautobus della Linea 1 diretto a Villorba.
Le voleva abbandonare da sole, al buio, nei pressi dellIppodromo SantArtemio, alle 18 di domenica.
Alle due sorelle mancava 1 euro per il biglietto, la più grande ha richiesto di essere multata, ma lautista non ne voleva sapere ed insisteva perché scendessero.
Le due sorelle vivono a Villorba con i genitori. Avevano richiesto di poter andare a Treviso in autobus per fare dei regalini di Natale.
Una volta fatto qualche piccolo acquisto si erano messe sulla strada del ritorno. Salite in autobus, avevano dato i soldi allautista per i biglietti, ma mancava appunto 1 euro.
è a quel punto che lautista le avrebbe apostrofate con toni razzisti, tra laltro inspiegabilmente chiamandole zingare e facendole passere per delle piccole delinquenti.
«Dovete scendere, se non avete tutti i soldi in autobus non ci potete stare», di questo tono le parole dellautista, stando sempre alla denuncia.
«Ci faccia la multa, ma non ci lasci qua da sole al buio», ha implorato la più grande delle due ragazzine.
Le due erano impaurite, lautista si era fermato davanti allippodromo, era buio e faceva freddo, non avrebbero saputo come tornare a casa.
Tutto avveniva sotto gli occhi degli altri passeggeri dellautobus. A quel punto un uomo si è alzato e ha dato 1 euro allautista per saldare il debito delle ragazzine. Il signore conosceva la più grande delle due sorelle, in quanto insegnante nella sua scuola.
Le bambine hanno così potuto ritornare a casa sane e salve. Una volta insieme ai genitori hanno raccontato terrorizzate e piangendo quanto successo, tanto che hanno detto di non voler più salire in autobus.
I genitori per questo hanno deciso di rivolgersi alla polizia e sporgere denuncia.
Gli inquirenti nel giro di poco arriveranno allidentificazione dellautista: sarà perseguito per lepisodio di razzismo. Se le avesse fatte scendere dallautobus lasciandole davanti allippodromo, avrebbe dovuto rispondere anche del reato di abbandono di minore

Varese
Una studentessa brasiliana, ma residente in Italia da anni, stava viaggiando su un autobus di Varese, in viale Belforte, e mentre si lamentava del gran caldo che c’era sull’autobus, con un’amica nicaraguense, viene subito insultata da un’autista in borghese che era presente sull’autobus insieme alla moglie e al figlio. L’autista in borghese pare abbia detto :”Cosa volete un tappeto rosso sugli autobus? Vai al tuo paese, negra di m...e non venite qui a romperci i c...”e continua con altre gentilezze del genere. La ragazza reagisce e risponde all’autista a questo punto anche la moglie dell’autista offende la ragazza e i due mettono le mani addosso alla ragazza .L’avvocato Marzia Giovannini assiste la ragazza e dichiara "La moglie dell’autista non in servizio l’ha graffiata sul collo, l’uomo invece l’ha afferrata per la coda dei capelli, l’ha buttata in terra e ha cominciato a picchiarla. Gli altri passeggeri hanno tentato di difenderla ma gli aggressori hanno intimato a tutti di non intromettersi.

A un certo punto l’autista dell’autobus, ferma il mezzo e invita la ragazza a scendere, per ristabilire l’ordine dice lui, la ragazza protesta e chiede all’autista perché debba scendere solo lei, e in cambio non riceve nessuna risposta .

La ragazza scende alla fermata successiva, si fa raggiungere da sua madre e va al pronto soccorso a farsi medicare .La prognosi è di 5 giorni, il referto parla di abrasioni all’avambraccio e al collo, subito dopo la ragazza è andata in questura a sporgere denuncia . Mario Passera amministratore delegato di Sila, (l’azienda degli autobus di Varese, spiega :"Venuti a conoscenza dell’accaduto, abbiamo avviato la procedura disciplinare prevista dal nostro Contratto Nazionale. Dalle dichiarazioni raccolte fino a questo momento ci risulta che la ragazza, salita alla fermata all’altezza del supermercato Carrefour, sia scesa volontariamente alla fermata di Bobbiate, una volta giunta alla propria destinazione. Noi per primi vogliamo fare chiarezza su questo episodio, augurandoci di non trovarci costretti dall’accertamento dei fatti a prendere provvedimenti ai sensi di legge nei confronti di due dipendenti dallo stato di servizio fino a questo momento regolare”.

Civitanova Marche (Macerata)
Un immigrato originario del Bangladesh, che lavora come ambulante sulle spiagge marchigiane, al termina del solito giro tra gli ombrelloni si era fermato un attimo per riposarsi nello stabilimento Golden Beach a Civitanova Marche in provincia di Macerata , e si era seduto su una sdraio, a questo punto un gruppetto di bambini cinque per l’esattezza , si avvicinano e iniziano a insultarlo intimandogli di andarsene;”Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata!..Amigo vattene, vai a vendere fuori da qua. Questa roba l’hai rubata”Visto che l’immigrato non rispondeva agli insulti uno dei bambini lo ha preso a calci da dietro la sdraio colpendolo alla schiena, il tutto alla presenza di molti testimoni adulti e molti di questi (forse erano i genitori) ridevano divertiti , altri hanno fatto finta di niente ignorando completamente l’episodio. L’immigrato si è alzato dalla sedia e se ne andato, dicendo a questi amori di bambini "siete stati molto cattivi”chiaramente. non ha denunciato l’episodio alle forze dell’ordine.
Questi sono solo alcuni degli episodi , che nell’indifferenza generale si perpetuano quotidianamente in Italia .La parola d’ordine e non parlarne , gli autori morali li conoscono tutti , ma non bisogna parlarne se poi vogliamo parlarne per qualcuno è folklore, semplicemente folklore.