Gentile direttore, ritengo il titolo “La Protezione civile non c’è più. Gabrielli getta la spugna“ pubblicato sul giornale lo scorso 6 Ottobre in edicola fuorviante e assolutamente in contrasto con il mio pensiero, peraltro fedelmente riportato nel testo dell’intervista.
La Protezione civile c’è ed è, se possibile, più attiva di prima. La legge 100 del 2012 ha ribadito, se ancora c’era bisogno, la centralità del Sistema di protezione civile per la vita del Paese. Attività di protezione civile sono previsione e prevenzione dei rischi, soccorso e assistenza alle popolazioni, superamento dell’emergenza: un ciclo che tutto può far dire, tranne che la protezione civile non esiste più. Io, come Capo Dipartimento, mai ho pensato di gettare la spugna, non l’ho mai dichiarato, nè mai lo farò (e nel testo dell’intervista non trovo alcun elemento che possa far dire il contrario); anzi, dall’approvazione della legge 10 del 2011 a oggi mi sono battuto in ogni opportuna sede affinché si apportassero le necessarie modifiche normative per ridare la giusta operatività alla protezione civile e al Dipartimento nello specifico, sforzo dal quale è nata proprio la legge 100. Sto lavorando da quasi due anni per far crescere la cultura di protezione civile in tutto il Paese perché sono convinto che la sfida della prevenzione di protezione civile (fondamentale quanto quella strutturale) sarà vinta solo quando tutti i cittadini italiani si sentiranno parte attiva del Sistema. Come vede, c’è ancora tanto lavoro, ma siamo vivi e attivi.
Franco Gabrielli
Capo del Dipartimento della Protezione civile
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