Mappa del centro storico vista dall’alto. Donata al Comune

Milano: E’ la mappa del centro di Milano vista dall’alto. Fatta a mano su un foglio di 70 centimetri per 88. La tavola assonometria, unica nel suo genere, si chiama ’Mappa del centro storico di Milano a volo di uccello’ ed è stata donata all’Urban Center dall’artista Giovanni Dradi.

“E’ un gran bel regalo alla città " ha sostenuto l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli " un’impresa frutto dell’ingegno e della passione prima di Carlo Dradi e poi di suo figlio Giovanni. L’opera incorniciata sarà esposta quanto prima all’Urban Center a disposizione della città ”.

L’opera è una finzione prospettica che mostra gli edifici anche nel dettaglio. La tavola, giunta alla settima edizione dopo vari aggiornamenti succedutisi dal 1985 a oggi, ha una tiratura limitata di 500 esemplari.

“L’idea venne a mio padre " ha spiegato Giovanni Dradi, pittore e incisore " alla fine degli anni ’50. Rimasta interrotta per diversi anni, l’ho ripresa io negli anni Ottanta. Ogni aggiornamento richiede almeno un anno di ricerca e di lavoro, ma mi da una soddisfazione tutta particolare vedere Milano come nessuno la vede. Le foto aree, infatti " conclude Dradi " sono tanto diverse: sono a piombo, cioè piatte”.

Chi è Giovanni Dradi
Giovanni Dradi, milanese, è figlio d’arte: il padre Carlo, grafico e cartellonista, fu co-fondatore della rivista d’avanguardia “Campo Grafico”nel 1933. Dopo gli studi artistici inizia nello studio paterno l’attività grafico artistica.

Parecchie le mostre dal ’67 al 2009 con percorsi tematici e formali diversificati per periodi o cicli ispirativi.

Negli anni ’70 intensifica l’attività pittorica e della grafica d’arte con la tecnica dell’incisione all’acquaforte.

Dal 1978 pubblica una cartellina numerata, “Gli Specchi”, che affianca ad una sua stampa incisa una lirica d’autore contemporaneo. Altri cicli d’incisioni su matrici in rame vengono poi stampati dagli anni ’80 in avanti e raccolti in cartelle dai titoli “La terra”, “La morte la carne il diavolo”, “La caduta di Stava”.La pittura degli anni ’70 rappresenta l’uomo in un contesto urbano di alienazione: metropolitana, parcheggi, macchine, luoghi di lavoro e tempo libero; il ’71 è l’anno d’inizio di questo ciclo con la tavola “La banca di piazza Fontana, un omaggio alle vittime della strage, significativa la mostra alla Rotonda Besana del 1984. Dopo l’85, in seguito alla valanga di fango che distrusse la frazione di Stava in Trentino, nasce un ciclo di opere pittoriche e scultoree sul tema della natura snaturata.

Successivamente negli anni ’90 il tema dell’ambiente naturale viene recuperato indagandone l’essenza , l’anima e il mistero; i colori non sono più fangosi, ma tornano alla loro naturalità e torna il grande tema della montagna.

Tra questi percorsi pittorici vi sono intermezzi di lavori grafici legati a temi culturali per eccellenza, come quello della città . La grande “Mappa del Centro Storico di Milano a volo d’uccello”, un ’opera unica nel suo genere; fu progettata dal padre negli anni ’50 per testimoniare la Milano della ricostruzione post-bellica, resuscitando nel contempo lo stile e la tradizione grafica delle antiche mappe di città , ma il disegno rimase incompiuto. Il figlio Giovanni lo riprese terminandolo e aggiornandolo fino alla cerchia delle ex-mura spagnole; la prima edizione della mappa vede la luce nel 1985. Attualmente opera ancora per l’aggiornamento e l’ampliamento della mappa o ritratto della “città che sale”, mappa che rimane una straordinaria presa di coscienza della città in cui le strade, i luoghi e le case rappresentate fanno rivivere nell’osservatore il proprio vissuto quotidiano.

Oggi sul versante della pittura approfondisce il tema dell’ambiente alpino (Bormio 2009) in un ottica di riscontro del rapporto natura/cultura inteso nel recupero del significato del paesaggio primigenio, ma in altra ricerca quel rapporto è più dualistico, in questo senso s’inquadrano i disegni e le sculture del mondo infinitesimale biologicogeni, Dna, virus Etc - in cui Dradi riversa il mistero e gli inquietanti interrogativi dell’evoluzione scientifica contemporanea.

Nella pluralità di tematiche affrontate, Dradi, adotta puntuali diversità tecniche e formali, tendenza rara oggi, in cui si privilegia la monotematicità seriale.