Nel cielo è rimasta l’acqua delle piogge
ti ha concepito il ventre della terra
congregando energie sessuali
per aprire e fecondare l’universo
legno rosso dell’albero Ibirapitanga
brasilaçù, brasilete, brasileto
brace ardente, Brasile.
Le capanne vicino al lago Yaciura,
vicino alle sorgenti
del fiume Yamundà, il fiume sacro.
Ycamiabas, donne senza uomo
Temute e coraggiose guerriere
I figli maschi dati ai genitori
Dalla luna, Yaci.
Amàzzoni, hanno lottato contro gli Iberici
Amazzonia, designata regione
dell’Asia Minore
Ycamiabas, le figlie di Yací
le figlie della luna
nel fiume Yamundá
Amazzoni, figlie di Yací
donne guerriere, Ycamiabas.
Le loro sementi, radici della vita
concepiscono il legno vivo come la brace
vento della notte, aroeira, murta
araçá, cresce dal tuo ventre
fertilità nasce dall’acqua
battaglia dall’eco immensa, mormorio
Tarumá, arití, tarumá
colore giallo, brace, Brasile
lo spirito dei venti, i tuoni
la naturale lentezza
serrado, serrado
serra oh pau-brasil
oh luna Yací
serrado, serrado
pau-brasil
oh Yací, o Yacì
madre di Ycamiaba
color verde, giallo, azzurro, d’estate
nasce il suolo brasiliano
radice, sapore aromatico, legno
“Tu magnifica Ycamiaba,
io ti proclamo Amazzone“.
Radici, sapore aromatico, legno
“tu, magnifica Ycamiaba,
io ti proclamo Amàzzone“ quando
il lussureggiante verde delle acque
degli alberi, lussureggianti uccelli
ricchezza che nasce dal tuo ventre
Yacamiaba, figlia della luna
Allegra gente natìa
la lontra, l’irara, il tamanduà,
il capivara, l’armadillo, il cuatì,
magnifica Ycamiaba
figlia della Luna.
Catueté Curupira
ieri per la prima volta apparvero
le prime rughe sul volto della terra
stravolta nelle viscere
le navi le acque
si moltiplicano senza fine.
Catueté Curupira
le foreste ti chiamano
a punire quelli che atterrano
e abbattono gli animali
e spaventano gli alberi
facendoli credere soli
in mezzo al bosco
gli alberi affamati
gli alberi allucinati
in mezzo al bosco
in mezzo al cemento gli alberi t’implorano
tamacueré yndayara Catueté Curupira
molti alberi trovati affamati
moribondi
raccontando storie cupe e fantastiche
di città distrutte
sono gli unici testimoni vivi o semi-vivi
di quello che rimane dell’uomo
tim tim he taya boya
le ombre in curve rigide
i rami secchi all’estremità
si tendono a cogliere gli uomini più teneri
divorandoli
l’uomo impaurito continua
cavalcando motociclette
che emettono un forte grugnito
prima della partenza
e fanno fuggire gli animali
uccidendo il verde.
Il verde continua a crescere sotto la polvere
sugli alberi coperti di chiodi e di calce
il verde rinasce primavera
insistendo nel suo ultimo grido
viso senza colore e senza sangue
i fiumi marciscono
i vecchi assistono ansiosi
ai comodi e alle voglie dei giovani
il mondo mostra le sue ferite
attraverso un apparecchio che ripete
immagini di distruzione.
Catueté Curupira
le foreste ti chiamano.
Tutti i fiumi della Terra
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