Milano: "Sulla questione accoglienza profughi sarà pur vero come dice Salvini, che fa il ventriloquo di Maroni, che il ministro ha a cuore linteresse del territorio e pertanto ‘ci dà garanzie. Non lo mettiamo in dubbio. Ma le dichiarazioni rilasciate ieri al Tg regionale dal prefetto Gian Valerio Lombardi, che dipende dal ministro dellInterno, non sono rassicuranti e non vanno in questa direzione. Visto che ha parlato di strutture di accoglienza, che non siano tendopoli, di cui farci carico con lobiettivo si ospitare almeno 300 profughi per provincia. Qual è allora la verità ?” .
Lo afferma il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato che replica alle affermazioni di Matteo Salvini sulla questione accoglienza profughi a Milano.
"Che Milano abbia ‘già‘dato sullimmigrazione – spiega De Corato – è fuori discussione. Il rapporto, diffuso Giovedì, dellOsservatorio regionale per lintegrazione e la multietnicità dice che è larea a maggiore densità con 1 straniero ogni 5-6 residenti. E ospita il 64% dei clandestini di tutta la provincia (31 mila su 48 mila) e il 27% di quelli presenti in Lombardia (che sono 113 mila). Tanto che è una delle sole 3 città di tutto il Nord (insieme a Torino e Gradisca dIsonzo) che ha un centro di identificazione ed espulsione, quello di via Corelli, a due passi da Linate”.
"Milano – aggiunge De Corato – già oggi sostiene pertanto costi elevatissimi per lassistenza agli immigrati in termini di politiche sociali e per la sicurezza (assistenza sanitaria, case popolari, servizi per la scuola e la famiglia, attività di sostegno alle fragilità). Chiedere sforzi economici sempre ai milanesi è ingiusto. Serve unequa redistribuzione dei pesi, il principio federalista va applicato anche allimmigrazione. Perché Milano non può da sola tirare sempre la carretta. Era stato lo stesso Maroni a dire che in fatto di localizzazione fossero da privilegiare le aree aeroportuali, in modo da facilitare i rimpatri. Dunque perché non trovare a Malpensa, come anche a Bergamo-Orio al Serio, sedi adeguate? Città, queste, dove attualmente non sono presenti i Cie”.
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