E' partita la gara dei brevetti attorno alla SARS

Il grande sforzo dei laboratori di tutto il mondo che ha condotto alla scoperta del virus che causa la polmonite atipica e al sequenziamento del genoma si sta trasformando in una competizione per ottenere dei brevetti e sfruttare commercialmente le scoperte.

A dirlo è un articolo pubblicato sul Wall Street Journal che sottolinea come il team canadese che per primo ha mappato parte del genoma del coronavirus abbia richiesto un brevetto negli Usa che ne copra tutti i geni. Gli scienziati di Hong Kong, invece, che per primo hanno individuato il virus al microscopio, stanno cercando di ottenere un brevetto sul virus in sè, mentre i Centers for Disease Control americani hanno chiesto un brevetto per tutto quello che hanno scoperto sulla malattia.

Si tratta di patenti abbastanza generiche da permettere ai possessori di avanzare pretese su tutti i test diagnostici, farmaci e vaccini che saranno sviluppati per fronteggiare l’epidemia.
Gli scienziati sono divisi sul fatto che sia appropriato ottenere dei vantaggi commerciali da scoperte di questo tipo, ma molte compagnie si sono già lanciate in questo mercato nascente. Alcuni test, per quanto imprecisi, sono già disponibili e alcune grandi aziende, come Abbott Laboratories e Roche, stanno cercando di sviluppare nuove versioni. Altre, come Merck e Aventis, stanno esplorando la possibilità di realizzare un vaccino.

Secondo Klaus Stohr, un funzionario dell’Oms, non ci saranno problemi per la ricerca da queste attività "commerciali".

Marco Marra, il ricercatore italiano a capo del team che ha sequenziato il genoma del virus ha già fatto sapere di non volere il proprio nome su un eventuale brevetto. Secondo Marra, i geni non possono essere brevettati perché non sono invenzioni. Anche Bernhard Nocht, dell’Institute for Tropical Medicine, che ha pubblicato un metodo per identificare il virus sul New England Journal of Medicine, ha deciso di non ricorrere al brevetto.
Invece la Acacia Research ha avanzato una richiesta di brevetto per 60 farmaci che potrebbero essere usati per fermare la replicazione del virus. A diventare preziosi in questo caso sono i pazienti, che sono veramente pochi ma che sono necessari per valutare l’efficacia dei farmaci.
Wall Street Journal