Monza: Chi decide di fare il cantastorie deve, in pratica, distaccarsi dal proprio paese, dalla ritualità che avvolge i canti epici della propria gente; deve abituarsi a cantare lontano dalle piazze domestiche, confrontandosi con gli spazi metropolitani, con i mezzi di comunicazione di massa dove è assente lo sguardo rassicurante di compaesani e familiari. “Uscire dal siciliano” per Trincale non ha significato rinunciare al “fuoco del dialetto” che, al contrario è rimasto vivissimo; il riadattamento linguistico rientrava in un più ampio progetto di trasformazione della ballata che Trincale, armonizzando le esigenze informative e conoscitive del cantastorie, quelle estetiche del canzonettista e quelle del cantautore militante di sinistra, intende diffondere quale potente strumento di denuncia politica e sociale.
Con le sue ballate Trincale ci trasmette tutto l’entusiasmo di essere al centro della nostra storia, di essere noi a costruirla, a disfarla, a ricostruirla, a cantarle con le nostre voci potenti e le chitarre, facendone, come ha detto lo stesso cantastorie, “esplodere le contraddizioni”.
Per informazioni:
Carmen Figueroa Vargas / Maria Chiara Nicolini
e-mail: monza@lafeltrinelli.it
Ultimi Articoli
Giovanni Allevi a Villa Arconati il 3 luglio: ritorno al pianoforte in solo
Carta d’identità cartacea, prorogata la validità a Sesto San Giovanni
Le Civiche FEST 2026, a Milano la seconda edizione dall’1 al 17 luglio
Treni a idrogeno, l’ok di Ansfisa segna una pietra miliare sulla Brescia-Iseo-Edolo
AI Act e contenuti generati dall'AI: cosa cambia dal 2 agosto per chi crea e distribuisce contenuti
Monferr’Autore Festival, arriva Paolo Migone e si amplia il programma tra giugno e luglio
Codici di Stile, Triennale Milano introduce la nuova uniform identity
Monopattini, Rc obbligatoria dal 16 luglio: cosa cambia davvero per chi circola in Italia e FAQ
Tentato strangolamento di due bambini a Brescia, La Russa: «Fatto gravissimo, bene la revoca del permesso di soggiorno»