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Kevin Spacey a Cannes, il meritato premio alla carriera tra controversie e intese e il rilancio con il produttore italiano Caroletti.

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Nell’anno del Giubileo, il Festival di Cannes 2025 ha visto il ritorno sul red carpet del grande attore http://www.w3.org/1999/xhtml">Kevin Spacey, premiato con un riconoscimento alla carriera durante una cena di gala organizzata dal Better World Fund.

L'evento, sebbene non ufficialmente parte del festival, ha suscitato ampie discussioni nel mondo del cinema e tra il pubblico.

Kevin, durante il suo discorso di accettazione, ha affrontato le difficoltà degli ultimi anni, paragonando la sua situazione a quella degli artisti colpiti dalla "lista nera" durante l'era del maccartismo, l’antica “caccia alle streghe”.

Ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto e ha sottolineato la sua determinazione a continuare la carriera artistica, concludendo con la frase: "I'm still standing".

Come biasimarlo …

Nonostante le assoluzioni legali ottenute in precedenti processi, la decisione di onorare Spacey ha generato reazioni contrastanti.

Molti hanno criticato l'evento, evidenziando l'apparente contraddizione tra la missione del Better World Fund e le accuse passate contro l'attore.

Il Festival di Cannes ha preso le distanze dall'evento, chiarendo che si trattava di una funzione privata senza affiliazione con le attività ufficiali del festival.

Nonostante le polemiche ormai sorpassate, la decisione di onorare Spacey è stata accolta da molti come un riconoscimento del suo contributo artistico, al di là delle controversie giudiziarie da cui è uscito assolto.

Per alcuni, separare l’uomo dall’artista è un atto di giustizia culturale, non di complicità e comunque va detto che in questo mondo di perbenismo di facciata, anche una assoluzione non è mai una liberazione dalle accuse ma solo il proscioglimento dalle accuse di giustizia, perché le ombre restano, come un marchio a fuoco sulla pelle.

Va ricordato a questi signori con forza che un’assoluzione non è una mezza verità: è giustizia compiuta!

Chi viene assolto è, a tutti gli effetti, innocente!

Continuare a trattarlo come colpevole significa tradire il principio fondamentale dello Stato di diritto.

Le ombre non dovrebbero restare, perché non sono la giustizia a lasciarle, ma il pregiudizio.

E se la società non riesce a perdonare dove la legge ha assolto, allora il vero problema non è l'imputato, ma lo sguardo che lo giudica ancora colpevole.

Attualmente, Spacey è coinvolto nella promozione di un nuovo thriller, "http://www.w3.org/1999/xhtml">The Awakening", presentato al Festival di Cannes.

Figure apicali del pianeta Hollywood come ad esempio Sharon Stone, Liam Neeson e Brian Cox hanno espresso grande supporto e plauso per il suo ritorno nel cinema.

Sebbene riconosca comportamenti passati, Spacey nega le accuse fabbricate e ha criticato un recente documentario di Channel 4.

La presenza e il riconoscimento di figure controverse come Spacey al Festival di Cannes hanno evidenziato le preoccupazioni persistenti riguardo alla responsabilità nell'opificio del divertimento.

L'evento ha suscitato critiche per la dissonanza tra la missione dichiarata del Better World Fund e le sue azioni.

Tuttavia, le comunità più prospere e un mondo migliore non lasciano una traccia così profonda nei pregiudizi.

Il ritorno di Kevin Spacey a Cannes rappresenta un momento significativo nel dibattito continuo su redenzione, responsabilità e il ruolo dell'arte nella società contemporanea.

Eppure Kevin Spacey è indiscutibilmente uno degli attori più talentuosi e versatili della sua generazione.

La sua capacità di dare vita a personaggi complessi, ambigui, profondamente umani - e spesso oscuri - lo ha reso un punto di riferimento nel cinema e nel teatro internazionale.

Con due premi Oscar all'attivo - uno per http://www.w3.org/1999/xhtml">I soliti sospetti e uno per American Beauty- Spacey ha dimostrato un talento raro nel muoversi tra generi diversi, dal dramma psicologico al thriller politico.

La sua interpretazione di Frank Underwood in House of Cards ha ridefinito il ruolo del protagonista anti-eroe nelle serie moderne, dando al pubblico una performance magnetica e disturbante, tanto carismatica quanto inquietante.

Ma oltre al talento recitativo, va riconosciuta la sua dedizione al teatro - in particolare il lavoro svolto come direttore artistico dell’http://www.w3.org/1999/xhtml">Old Vic Theatre di Londra, dove ha contribuito a rivitalizzare un’istituzione storica, riportandola al centro della scena culturale europea.

Qualunque sia il giudizio sulle vicende personali, sul piano artistico Kevin Spacey ha lasciato un’impronta profonda nella storia della recitazione.

È uno di quegli attori capaci di trasformare ogni ruolo in un’esperienza, ogni battuta in un momento memorabile.

E questo, nel linguaggio universale dell’arte, merita rispetto.

Tanto rispetto che si trasforma nella concreta possibilità di tornare ad interpretare come attore protagonista in un film prodotto da Massimiliano Caroletti dal titolo “http://www.w3.org/1999/xhtml">The Contract”, con la partecipazione dell’istrionico Eric Roberts, profondamente impegnati un thriller oscuro e provocatorio, dove i confini tra bene e male si confondono in un gioco di potere, fede e dannazione perché non è solo un’ipotesi, perché: “quando l'inferno ti circonda, il diavolo è la tua ultima speranza”.

La presenza del numero 666 e della cupola di San Pietro sullo sfondo locandina della non è casuale: la storia sembra toccare corde religiose e apocalittiche.

The Contract potrebbe dunque essere una critica feroce alle istituzioni o un'allegoria dell’anima venduta al potere, un racconto in cui anche i più santi nascondono un patto oscuro…

Dai Vangeli “nessuno è profeta in patria”, vale per ogni patria e per ogni profeta però Massimiliano Caroletti già nel 2024 fa di nuovo centro all’autorevole Festival internazionale del Cairo dove ha ricevuto il prestigioso “Golden Piramid” come miglior produttore con il suo “The Contract”, in anteprima mondiale.

Al centro della narrazione di “The Contract” c’è Giuseppe, interpretato dal grande Eric Roberts, un giornalista disincantato, segnato da un passato che percepisce come profondamente ingiusto.

Esclusivista, scettico e spinto da un’insaziabile sete di riscatto, Giuseppe non cerca più la verità per dovere, ma solo per un’illusoria vendetta.

Mentre indaga su un delitto apparentemente ordinario, si trova a varcare soglie ben più oscure della cronaca: quelle del proprio inconscio.

La sua ricerca lo conduce a uno scontro con una presenza enigmatica e inquietante ovvero il Diavolo, incarnato dal carismatico Kevin Spacey, che lo attira in un labirinto di inganni, ambiguità morali e manipolazioni sottili.

Il nuovo straordinario thriller mentale prodotto da Massimiliano Caroletti si trasforma così in un viaggio psicologico e spirituale, dove la verità non è più un obiettivo ma un’illusione, e Giuseppe, beh Giuseppe capisce troppo tardi di non essere più il cacciatore ma la preda!

In gioco, non c’è solo la soluzione di un caso ma la salvezza della propria anima.

Insomma, più o meno la nostra vita, quella di tutti i giorni …





fidi@s1970 - Massimiliano De Cristofaro

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Photo by: Massimiliano Caroletti© (tutti i diritti riservati)