Milano – Nel racconto di Project Hail Mary, un gruppo di scienziati NIST osserva il film con l’attenzione di chi conosce il peso reale di una misura sbagliata, poiché basta un errore di scala per cambiare il corso di una missione spaziale e, nel film, anche il destino dell’umanità.
Il punto di partenza è chiaro: il professore di scienze Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling, viene mandato nello spazio per capire perché una stella lontana non si stia spegnendo come accade alle altre, incluso il Sole. La storia, tratta dal romanzo di Andy Weir, mette in scena una corsa contro il tempo e contro un nemico inventato, gli astrophages, organismi microscopici che consumano il Sole e minacciano l’esistenza stessa della Terra.
Al riguardo, uno dei passaggi più forti del film arriva con un errore di misurazione tanto semplice quanto devastante: un campione richiesto in quantità di un nanogrammo viene fornito in misura pari a un milligrammo, cioè un milione di volte di più. L’esplosione che segue uccide lo scienziato della spedizione e porta Grace a sostituirlo. Per chi lavora sulla misura, è un dettaglio che pesa quanto una scena d’azione.
La lettura dei tecnici NIST si spinge anche nei dettagli visivi. Quando Grace rimanda sulla Terra la capsula di petri con le taumoebas, l’antidoto fittizio che salva il sistema solare, il contenitore appare come un barattolo governativo etichettato “Peanut Butter”. La scena ha acceso una curiosità molto concreta: possibile richiamo al celebre standard di riferimento NIST dedicato al burro di arachidi, oppure semplice coincidenza? Il film, in ogni caso, tocca un territorio che i ricercatori conoscono bene, quello dei materiali di riferimento e del loro uso anche fuori dall’atmosfera terrestre.
Un altro momento che colpisce è quello in cui Grace mostra a Rocky un metro a nastro e un orologio per iniziare a comunicare. Lì la distanza tra fantascienza e laboratorio si assottiglia, perché gli strumenti appaiono familiari anche a chi lavora a NIST. Il testo ricorda infatti che i ricercatori avrebbero mostrato a Rocky il tunnel di calibrazione per i metri a Gaithersburg e, a Boulder, gli orologi atomici, perfetti per un personaggio legato al ritmo e alla misura.
Ci sono poi elementi ancora più concreti. Il SEM, cioè il microscopio elettronico a scansione, viene riconosciuto subito da Grace, e la scena del glove box — il box con i guanti fissi per manipolare materiali sensibili — è subito familiare a chi frequenta i laboratori. Anche la centrifuga storta, caricata in modo sbilanciato, ha convinto la chimica di ricerca Shayna Hilburg: il suo richiamo alla lavatrice che vibra con un carico pesante rende bene l’idea, ma in laboratorio le conseguenze possono diventare molto più serie.
Il film, in sostanza, convince proprio perché resta vicino a una grammatica scientifica credibile. Shayna Hilburg lo dice in modo diretto: nulla sembra abbastanza forzato da rompere il racconto, e l’evoluzione delle taumoebas, insieme ai suoi effetti collaterali, viene giudicata un’idea intelligente. Anche il riferimento al diamond anvil cell aggiunge un ulteriore aggancio reale: si tratta del dispositivo ad alta pressione inventato nel 1958 da scienziati NIST, citato come possibile chiave per produrre un solido di xeno. Un dettaglio che chiude il cerchio tra immaginazione e ricerca, naturalmente con la dovuta distanza tra cinema e laboratorio.

Informazioni sul film e sui riferimenti NIST
Project Hail Mary mette al centro Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling, un insegnante di scienze coinvolto in una missione spaziale per capire perché una stella lontana non si stia spegnendo. La storia nasce dal romanzo di Andy Weir e introduce gli astrophages, microorganismi immaginari che consumano il Sole e minacciano la vita sulla Terra.
Nel racconto entra anche il mondo del NIST, con riferimenti alla precisione delle misure, ai materiali di riferimento standard (SRM), ai microscopi elettronici a scansione, ai glove box e alla calibrazione dei metri. Il film richiama anche la centrifuga sbilanciata, il contenitore etichettato “Peanut Butter” e il diamond anvil cell, inventato nel 1958 da scienziati NIST per creare pressioni altissime.
Glossario
- Astrophages: microorganismi fittizi del film che consumano il Sole e innescano la crisi narrativa.
- SRM: standard reference material, cioè un materiale di riferimento usato per misure precise e controllate.
- SEM: microscopio elettronico a scansione, strumento usato per osservare superfici e dettagli molto piccoli.
- Glove box: camera chiusa con guanti integrati, utile per manipolare materiali senza contaminarli.
- Centrifuga: strumento che ruota ad alta velocità per separare sostanze; se sbilanciato può diventare pericoloso.
- Diamond anvil cell: dispositivo ad alta pressione usato nei laboratori per comprimere materiali a livelli estremi.
Actor Ryan Gosling plays a science teacher in Project Hail Mary. Credit: Shutterstock/lev radin