ROMA - Addio RAI è quanto dice Adriano Celentano. "Per molto tempo ancora Non tornerò e neanche ad aprile 2005, fintanto che la Rai non mi riconoscerà la libertà di parola che ho sempre avuto", ha annunciato Celentano con un fax giunto da Milano.
«Non si può creare una zona franca per Celentano evitando qualsiasi controllo preventivo valido per tutti i programmì hanno dichiarato i vertici Rai i quali mi riconoscono "carta bianca" ma non abbastanza bianca per esimermi dall’informare la rete sui contenuti da mandare in onda». Comincia così la lettera che oggi Celentano ha inviato ai vertici Rai per comunicare la sua decisione. «Sarebbe come se Bruno Vespa - continua il Molleggiato - mi invitasse al suo programma per avere una mia opinione personale su come vanno le cose nel mondo, a patto però, che il mio pensiero lo sussurri prima in un orecchio ai dirigenti della Rai per avere il lasciapassare in video».
E prosegue: «sono del parere che un'azienda abbia tutto il diritto di instaurare a proprio piacimento le regole che vuole e come vuole. Sempre però che questa azienda non abbia il delicato compito del "servizio pubblico".
Titolo questo, nel quale, oltre all’informazione rientra anche e soprattutto la facoltà di dare al pubblico la possibilità di valutare se le cose che escono dal piccolo schermo sono giuste o insensate.
Elemento essenziale per una democrazia che rischia di vacillare a causa di certe postille, dove dietro il "pieno rispetto delle leggi", così dichiara l’ottimista Del Noce, si nascondono invece "i regolamenti vigenti della Rai" che a dirlo sembra una parola sola ma in effetti questi regolamenti raggruppano più di 500 norme come Gorla ha ricordato in una lettera inviata ieri al Clan».
ANSA
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