Bush: Saddam “non prende in giro nessuno”

Nuovo rifiuto dell’offerta irachena sugli ispettori

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WASHINGTON (CNN) -- Nuovo rifiuto da parte Usa dell’apertura irachena sul ritorno degli ispettori nel Paese senza condizioni. l’offerta di Saddam Hussein "non prende in giro nessuno", ha detto mercoledì il presidente George W. Bush.

Saddam "inganna, ritarda, nega, e gli Stati Uniti e sono convinto anche la comunità mondiale non si faranno abbindolare di nuovo dalla sua retorica", ha detto Bush dopo un incontro con i leader parlamentari di entrambi i partiti, che gli hanno assicurato il loro appoggio.

l’amministrazione Bush spinge nel Consiglio di sicurezza Onu per una risoluzione che costringa l’Iraq a obbedire alle misure di disarmo accettate nel 1991 dopo la guerra del Golfo, e ad altre risoluzioni Onu che secondo la Casa Bianca il regime di Saddam sta violando.

l’offerta irachena di permettere il ritorno senza condizioni degli ispettori incaricati di verificare il disarmo ha diviso, lunedì sera, il Consiglio di sicurezza: Usa e Gran Bretagna sono da una parte, mentre Francia, Cina e Russia - particolarmente quest'ultima - non sembrano orientate a lavorare per la risoluzione che Bush cerca, e possono bloccarla con il veto.

Bush ha reiterato i toni duri che Washington usa da settimane contro l’Iraq e Saddam Hussein: "Lo abbiamo già visto. Ricorederemo al mondo che sfidando le Nazioni Unite sta diventando sempre più una minaccia alla pace mondiale".

Parole simili dal leader della maggioranza democratica al Senato, Tom Daschle: "È uno stratagemma che abbiamo visto Saddam usare altre volte in passato, e non dobbiamo lasciarci prendere in giro", ha detto. E martedì il segretario di stato Colin Powell aveva affermato anche lui che l’offerta di far tornare gli ispettori "è un gioco già visto".
Dubbi degli ex ispettori Onu

Tuttavia le Nazioni Unite stanno facendo passi concreti per il ritorno degli ispettori internazionali. Martedì la delegazione irachena all’Onu e il capo della commissione da cui dipendono gli ispettori, Hans Blix, hanno deciso di incontrarsi entro dieci giorni per definire i tempi del ritorno, dopo quattro anni di assenza.

Due ex capi della missione ispettiva in Iraq hanno però espresso scetticismo sulle reali intenzioni di Baghdad. Richard Butler, capo degli ispettori che hanno lasciato l’Iraq nel 1998, ha detto che nella lettera del ministro degli Esteri con cui Baghdad accetta le ispezioni "c’è un grosso buco nero", cioè si dice che gli ispettori possono tornare senza condizioni, ma non che possono ispezionare senza condizioni. David Kay, capo ispettore dal 1991 al 1993, afferma che il problema non è di linguaggio ma pratico: per assicurarsi che l’Iraq non abbia veramente armi di distruzione di masaa servirebbero, dice, almeno mille ispettori e cento elicotteri.
Germania dura contro la guerra

Intanto, dalla Germania è arrivato un nuovo, forte no a qualunque azione militare contro l’Iraq, dopo il secco rifiuto del cancelliere Schroeder ("la Germania non ci sarà ").

Il ministro degli Esteri Joschka Fischer ha detto, in un'intervista uscita mercoledì a quattro giorni dalle elezioni tedesche, che "non bisogna in nessun caso cercare l’escalation" perché "c’è ancora un grosso pericolo di guerra, e su questo punto abbiamo veramente un'opinione diversa (rispetto agli Usa)".

Bordata di Fischer anche contro la posizione Usa che vuole un "cambio di regime" - così lo ha definito spesso Bush - a Baghdad: "Lo scopo non è quello", ha detto seccamente il ministro degli Esteri di Berlino.