BARI - Increduli, indignati, offesi i 4 ex ostaggi italiani, Umberto Cupertino, Salvatore Stefio e Maurizio Agliana. Accusati ma Pronti a difendersi e a rispondere alle accuse.
Il Gip di Bari Giuseppe De Benedictis ha accusato i quattro operatori della sicurezza italiani sequestrati in Iraq nell’aprile scorso di essere "mercenari" al servizio degli Stati Uniti.
Lo riferiscono fonti giudiziarie, spiegando che le parole di accusa sono contenute nelle motivazioni di un provvedimento -- già respinto dal tribunale del Riesame lo scorso 18 ottobre -- che vietava l’espatrio per il presunto reclutatore di vigilantes Giampiero Spinelli.
Il gip ha scritto che i quattro vigilantes "erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l’atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti", hanno riferito le fonti.
Le parole del magistrato sono state accolte con amarezza da tre dei quattro operatori -- Umberto Cupertino, Salvatore Stefio e Maurizio Agliana -- sopravvissuti a 56 giorni di sequestro, mentre il quarto operatore, Fabrizio Quattrocchi, fu ucciso pochi giorni dopo il rapimento dai militanti.
"Mi sento offeso, indignato per le dichiarazioni che sono state fatte", ha dichiarato Maurizio Agliana alle telecamere di SkyTg 24, definendo ingenerose le parole del Gip anche nei confronti di Quattrocchi, che "era una persona buona e generosa".
"Il nostro lavoro era ed è di operatore della sicurezza ravvicinata", ha precisato Stefio al tg.
"Era un semplice lavoro di protezione", ha aggiunto a sua volta Cupertino.
l’NCHIESTA
Nelle motivazioni del gip barese è anche riportato che "le indagini sinora compiute hanno consentito di accertare che era effettivamente vero quanto ipotizzato, subito dopo il sequestro dei quattro italiani in Iraq, che essi erano sul territorio di quel Paese in veste di mercenari, o quantomeno, di gorilla a protezione di uomini di affari in quel martoriato Paese".
La procura di Bari ipotizza che Spinelli, trentenne di Sammichele di Bari, abbia provveduto a presunti arruolamenti o armamenti non autorizzati al servizio di uno Stato estero, in violazione dell’articolo 288 del codice penale.
Sul sequestro indaga anche la procura di Roma, che ha iscritto due iracheni sul registro degli indagati con l’ipotesi di sequestro di persona con finalità di terrorismo.
Sono decine gli occidentali sequestrati in Iraq da gruppi di militanti contrari alle forze a guida Usa. Alcuni di loro sono stati uccisi. Altri, come le due volontarie italiane Simona Torretta e Simona Pari, sono riusciti a tornare nel loro Paese.
Reuters / TG5
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