Umberto Agnelli: cordoglio di Ciampi: Torino e l’Italia gli sono grati - Rassegna Stampa

Profondo cordoglio nelle reazioni di chi lo ha conosciuto. Parlano, tra gli altri, Giuseppe Morchio ("mi mancherà moltissimo"), Roberto Maroni ("fece scelte difficili), Savino Pezzotta ("ha scommesso sul futuro dell’azienda")

CARLO AZEGLIO CIAMPI, presidente della Repubblica
«Con tutto il cuore siamo vicini, cara signora, a lei, ai suoi figli, alla famiglia». Il Presidente della Repubblica ha espresso il «profondo dolore» suo e della moglie Franca, in un messaggio inviato ad Allegra Caracciolo Agnelli. «Franca ed io - scrive il Presidente della Repubblica - siamo profondamente addolorati per la scomparsa del senatore Umberto Agnelli. Dopo una vita di forte impegno nell’economia, nel sociale, nella politica e nella cultura egli ha consacrato il suo grande ingegno e tutte le sue forze, sino alla fine, al rilancio della grande impresa a cui è legato il nome della sua famiglia, per il bene della sua Torino. Non possono non essergli state di conforto nei suoi ultimi giorni, la consapevolezza di avere bene avviato l’opera di risanamento di questa impresa, la certezza del sentimento di gratitudine della sua città e dell’Italia intera».

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PANORAMA

Agnelli, Ciampi: «Ha sacrificato la sua vita per il bene della sua Torino»
Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, si è stretto intorno alla signora Allegra Caracciolo esprimendo il suo profondo dolore, e quello della consorte Franca per la scomparsa del senatore Umberto Agnelli.

«Franca ed io siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Umberto Agnelli», scrive il Capo dello Stato in un comunicato del Quirinale, «dopo una vita di forte impegno nell’economia, nel sociale, nella politica e nella cultura egli ha consacrato il suo grande ingegno e tutte le sue forze, sino alla fine, al rilancio della grande impresa a cui è legato il nome della sua famiglia, per il bene della sua Torino.

Non possono non essergli state di conforto nei suoi ultimi giorni, la consapevolezza di avere bene avviato l’opera di risanamento di questa impresa, la certezza del sentimento di gratitudine della sua città e dell’Italia intera». Con Ciampi, tutta Italia piange la morte di Umberto. Dal mondo dell’economia, della finanza, dello sport fino alla gente comune.

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l’UNITA'

Il saluto di Addio al Presidente fatto dalla Juventus
Già all’età di ventidue anni, nel 1956, prende la piena responsabilità della Juventus, assumendo la presidenza che mantiene fino al 1962. Il suo piano per potenziare la società e la squadra è lineare: ricostituisce un nucleo direttivo omogeneo ed efficiente, fa approdare a Torino grandi talenti come Omar Sivori e John Charles, che portano i bianconeri a vincere i campionati del 58, 60 e 61. Per la prima volta una società italiana si appropria della stella al merito sportivo per avere vinto dieci titoli nazionali.

Dal 1959 al 1962 ricopre anche la carica di Presidente della Federazione Gioco Calcio.

Torna ad occuparsi direttamente della Juventus nel 1994, l’anno della svolta.

Il Dottor Agnelli, in qualità di Presidente Onorario, vive con partecipazione le vicende della società che, oltre a collezionare una serie strepitosa di successi sportivi, si assesta anche dal punto di vista economico.

Cinque scudetti, 16 finali di coppe, di cui otto vinte, tra cui una Champions League, sono i trionfi di questi ultimi dieci anni.

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JUVENTUS.COM