Ritenendolo di particolare significato e di grande valore soprattutto al fine dei diritti umani, la MISNA pubblica l’intervento completo pronunciato ieri a Roma dal presidente della repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi alla cerimonia per il 60° anniversario della Fao, l’organismo dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione.
“Ho accolto con grande piacere l’invito a partecipare alla commemorazione del 60° anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione. Solo due settimane or sono - Signor Direttore Generale - Ella mi ha consegnato la Medaglia Agricola della FAO. È un riconoscimento di cui sono particolarmente onorato e che considero un impegno per l’Italia - e mio personale - a continuare nella lotta alla fame; a sostenere la FAO con determinazione nella sua alta missione; a rafforzare ulteriormente il vincolo speciale che la lega alla FAO. Rivolgo in questa occasione le mie felicitazioni al Presidente Lula, cui è stata conferita la stessa prestigiosa onorificenza.
Coloro che hanno conosciuto un mondo senza Nazioni Unite hanno caro l’enorme progresso compiuto dall’umanità ; sanno quanto dobbiamo alla saggezza e alla lungimiranza degli ideatori e dei firmatari della Carta di San Francisco. Essi cercarono di dare vita ad una società internazionale fondata sulla legalità e sulla solidarietà ; seppero guardare lontano ed immaginare, mentre infuriava ancora la guerra, un mondo in cui ogni essere umano sarebbe stato in grado di soddisfare, dopo il diritto alla sicurezza, il diritto al cibo. Dalla loro visione nacque la FAO che oggi, insieme all’IFAD e al PAM, compone il polo agroalimentare di Roma. A Roma si stabilì, in seguito, anche l’Istituto Internazionale per le Risorse Genetiche Vegetali, preposto alla conservazione e alla valorizzazione della biodiversità .
A sessant'anni di distanza, la missione della FAO è più che mai indispensabile e attuale. Al di fuori del mondo industrializzato, centinaia di milioni di esseri umani vivono la disperazione quotidiana di non trovare di che nutrirsi, di non riuscire a dare la speranza di una vita dignitosa ai propri figli.
Fame e denutrizione stringono in una morsa letale popolazioni già vittime di terribili malattie - AIDS, malaria e tubercolosi - di guerre e conflitti etnici.
La coscienza non può non ribellarsi di fronte a questa strage silenziosa. La cerimonia di oggi si svolge a poche settimane dalla conclusione del Vertice dei Capi di Stato e di Governo delle Nazioni Unite, che ha riaffermato l’impegno della comunità internazionale a raggiungere gli obiettivi del Millennio. Primo fra tutti, quello di ridurre della metà , entro il 2015, il numero delle persone che soffrono la fame. Quell’obiettivo fu per la prima volta individuato quale fondamentale traguardo di civiltà e di coscienza proprio in questa sala, in occasione del Vertice Mondiale dell’Alimentazione nel 1996.
La Dichiarazione del Millennio riafferma la necessità di arginare il lacerante divario tra il Nord e il Sud del mondo attraverso un piano d'azione rigoroso.
All’ONU e alle sue istituzioni spetta il merito di aver indotto la comunità internazionale a cimentarsi con questa sfida - la massima sfida dei nostri tempi - imponendo un'agenda di mobilitazione sul tema dello sviluppo che non ha precedenti. Sostenuta con determinazione, quell’agenda ha messo in moto un percorso scandito dalle tappe di Monterrey, di Johannesburg e del secondo Vertice dell’Alimentazione di Roma.
Cinque anni non sono passati invano. Il volume di aiuti allo sviluppo è aumentato considerevolmente e aumenterà ancora, di quasi 50 miliardi di dollari l’anno entro il 2010; i governi dei Paesi sviluppati hanno promesso di raggiungere entro il 2015 un livello di aiuti pari allo 0,7% del loro Prodotto Interno Lordo; lo stock di debito dei Paesi poveri e più indebitati è stato ridotto del 61%, nell’ambito di un'iniziativa di remissione del debito di cui l’Italia è stata tra i promotori e a cui ha contribuito cancellando 2,6 miliardi di euro, con l’obiettivo di giungere quanto prima a 4,8 miliardi, pari al 100% del debito bilaterale nei nostri confronti; infine, poche settimane or sono, le Istituzioni Finanziarie Internazionali hanno approvato la proposta del G8 di eliminare il 100% del debito multilaterale dei Paesi più poveri. [CO]
MISNA misna@misna.org
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