Napolitano: «Istituzione che merita rispetto assoluto» Questa la notizia delle sue dimissioni : ROMA - Il giudice costituzionale Romano Vaccarella, nominato nell’aprile 2002 in quota alla Cdl, ha rassegnato le dimissioni dalla Corte Costituzionale, motivandole «sia con riferimento a dichiarazioni in materia di ammissibilità di referendum elettorali attribuite da organi di stampa ad alcuni Ministri e ad un Sottoegretario offensive della dignità e della indipendenza della Corte stessa, sia con riferimento all’assenza di smentite ed al silenzio delle Istituzioni». In particolare ne faceva riferimento un articolo del Corriere della Sera del 26 aprile.
A gennaio la scelta sull’ammissibilità . ROMA - Il titolare dell’ Ambiente definisce la Corte Costituzionale «il nostro ultimo baluardo», e il responsabile della Giustizia ne parla «da tifoso». Pecoraro Scanio e Mastella saranno pure ministri, ma prima di tutto sono leader di partito, di due dei tanti piccoli partiti che vivono il referendum elettorale come una minaccia, e che perciò confidano nella Consulta per fermarlo. Sembrerà un discorso prematuro, il comitato referendario deve ancora raccogliere le cinquecentomila firme, e solo a gennaio dell’ anno prossimo la Corte sarà eventualmente chiamata ad esprimersi.
Ma in alcuni casi è opportuno muoversi per tempo, e infatti devono essere già iniziati «gli appelli» - come li definisce il capo dei Verdi - alla Consulta, se è vero quanto accaduto a palazzo Chigi durante l’ incontro tra il governo e i dirigenti dell’ Udc sulla riforma del sistema di voto. Nel bel mezzo della discussione, quando sono iniziate ad emergere le difficoltà di arrivare a un accordo sulla legge prima del referendum, il ministro Chiti si è rivolto al segretario centrista Cesa: «... E comunque c' è sempre la Consulta». «Che significa?».
«Beh, ci sono molti aspetti di incostituzionalità nel quesito», ha risposto l’ esponente dell’ esecutivo. «È come se Chiti quel giorno - racconta adesso Cesa - volesse farmi capire che la Corte Costituzionale è considerata l’ ultima speranza». Forse sarà per questo che qualche tempo dopo in Transatlantico, a colloquio con un esponente del Polo, il sottosegretario alle Riforme Naccarato ha definito «una pistola semi-scarica» il referendum: «Ricordati - ha sussurrato al suo interlocutore il braccio destro di Chiti - che la Consulta ha sempre tenuto conto degli orientamenti politici». «Vuoi dire che...».
«Ti voglio solo rammentare - ha sorriso l’ esponente del governo - che la Corte è un organo storicamente sensibile agli appelli di altri organi politici e istituzionali». Di illazioni ne sono state fatte tante su alcune sentenze redatte dalla Consulta sotto i pressanti «appelli» della politica. Dieci (segue qui)
La Redazione