«Antonio Franco» Fu omicidio volontario?

Il “ caso “ fu archiviato come “omicidio colposo contro ignoti” , ma a due anni dalla tragica scomparsa del giovane caleno Antonio Franco vengono alla luce nuovi inquietanti sviluppi

Si apre uno spiraglio nel muro di gomma alzatosi dopo la tragica e misteriosa scomparsa di Antonio Franco, il giovane caleno trovato privo di vita dal padre a Sparanise, l’11 luglio del 2005, a mezzogiorno, chiuso nella Seicento della madre, vicino all’area-mercato. Il responso medico-legale fu chiarissimo: morte avvenuta per collasso respiratorio in seguito ad inalazione di arsenico, borotalco e stricnina. ARSENICO, BOROTALCO e STRICNINA! Il “ caso “ fu archiviato come “ omicidio colposo contro ignoti”, ma qualcuno, forse morso dai terribili sensi di colpa, forse involontario testimone, ha cominciato a rompere il vigliacco muro d’omertà di molti cittadini di Calvi Risorta e di Sparanise (Caserta) e di quelli che Antonio considerava suoi amici.

Quella maledetta notte con Antonio c’erano almeno tre altre persone, ragazzi come lui che aveva sempre considerato amici fraterni e che invece si stavano trasformando nei suoi carnefici. Quando, dopo avergli deliberatamente propinato quella micidiale miscela, Antonio cominciò a sentirsi male, i tre miserabili lo abbandonarono al suo tragico destino. Sarebbe bastato chiamare il 118, una telefonata anonima alla sua famiglia, magari fargli fare qualche passo per rianimarlo. Invece nulla: omicidio volontario e omissione di soccorso.

Gli assassini sono ancora in libertà .

proposta da: Angelo Franco
FONTE NOTIZIA: caserta24ore
LINK: www.caserta24ore.it/?p=1245