Trans stuprato e ucciso: Da telecamere del Comune contributo determinante a indagini. 900 “occhi” fondamentali per sicurezza

Severità nella condanna e certezza della pena anche per minori che compiono gravi reati contro vita umana

Severità nella condanna e certezza della pena anche per minori che compiono gravi reati contro vita umana
Milano - "Ancora una volta le telecamere installate dallAmministrazione comunale si rivelano preziose nellambito di indagini e attività investigative. Un contributo che, nel caso di un crimine tanto brutale ed efferato, si dimostra ancor più necessario e importante. Ma soprattutto conferma lutilità di una dotazione tecnologica che, grazie allimpegno del Comune, è arrivata a distribuire in tutta la città ben 900 ‘occhi elettronici”.
Così il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza a commento dellarresto dei due giovani per lo stupro e lassassinio di un transessuale brasiliano.
"Lefferatezza del crimine – aggiunge il vice Sindaco – riporta lattenzione sul tema della violenza e dei giovani, in particolare i minori, sempre più spesso coinvolti in episodi di bullismo, delinquenza, criminalità predatoria e, come in questo caso, feroce maltrattamento della vita umana. Non possono esserci sconti per chi dimostra un accanimento tanto brutale contro unaltra persona e ci auguriamo che, anche per il minorenne come per il suo complice, ci sia fermezza e giusta severità nella condanna, ma soprattutto certezza della pena. In attesa che intervengano modifiche legislative per inasprire le pene contro i minori di 14 anni che commettono gravi reati”.I responsabili dell’accaduto sono stati fermati dalla squadra mobile e arrestati. Sono due giovani, Davide Grasso, ventenne nato a Catania e residente a Rozzano, alla periferia di Milano, con alcuni precedenti di polizia, e M. R., il secondo giovane e un diciassettenne marocchino, con precedenti per furto e spaccio di stupefacenti, affidato a una comunità di Don Gino Rigoldi. La vittima invece era Rangel Gustavo Brandau, 30enne transessuale brasiliano, era in Italia come irregolare.La collega: “Ho provato a salvarla“ “Gli ho gridato di lasciarla andare e quando mi sono avvicinata per aiutarla a scappare mi hanno afferrata per i capelli e picchiata e così sono scappata perché avevo paura che se la prendessero anche con me“. Paola, il trans che da due mesi divideva il marciapiede di via Novara a Milano con Samantha, ricorda la sua “collega“. “Se la sono presa con lei perché fisicamente era la più esile tra noi trans: era la vittima più facile e probabilmente lavevano addocchiata quando era da sola, lei iniziava a lavorare presto, intorno a mezzanotte, mentre io iniziavo solitamente più tardi“. Paola spiega che Samantha (nome darte di Gustavo Rangel Brandau) era in Italia da circa tre anni e che sognava in questi giorni di lasciare il marciapiede per poter andare al Festival Latinoamericano in corso a Milano. “Ma aveva bisogno di soldi, voleva tornare in Brasile a salutare la famiglia a portare i soldi per aiutare i genitori che vivono a Bahia e quindi lavorava tutte le sere e le notti“. In base alla denuncia e al racconto dell’altro transessuale, alle riprese delle telecamere installate dal Comune di Milano e a un'impronta rinvenuta nell’auto, la squadra mobile del capoluogo lombardo risale al giovane marocchino. M. R. confessa, indica il complice e aiuta a ritrovare il cadavere, rinvenuto in avanzatissimo stato di decomposizione.
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