l’inglese continuerà a essere la lingua franca che è stata nella seconda metà del Novecento nella scienza prima e nell’economia dopo e anzi estenderà questa sua caratteristica.
"l’inglese " spiega Scott Montgomery, un esperto di linguaggi di Seattle autore di una seconda ricerca pubblicata su
Science " è la lingua del mondo intellettuale, ma come il greco in età ellenistica, il latino nel medioevo e l’arabo tra l’ottavo e il dodicesimo secolo, può dividere il mondo tra chi 'lo parla' e chi 'non lo parla', con rischio di un severo isolamento per chi non riesce ad impadronirsene".
Dall’altra parte però questa lingua franca non sarà statica, ma altamente dinamica e ogni campo nel quale si applica influirà sui termini che la compongono.
Emergeranno insomma tante varietà diverse di inglese, come già oggi l’inglese americano è diverso da quello di Hong Kong
o da quello africano occidentale.
Science
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