Genova - Nel febbraio di quest’anno i responsabili della sicurezza di una nota catena di supermercati. si sono rivolti ai Carabinieri della Compagnia di Genova Portoria in quanto presso una loro filiale del centro cittadino risultavano ammanchi di molto superiori a quelli riscontrati in tutti gli altri punti vendita (circa 300.000 Euro nel giro di un anno).
I primi accertamenti confermavano l’esistenza di furti perpetrati all’interno dell’esercizio pubblico.
In particolare, una decina di persone, tutte incensurate e titolari di bar e ristoranti attivi nei pressi del supermercato, con la connivenza di un dipendente del punto vendita, responsabile del magazzino e addetto alle casse, riuscivano a portar fuori carrelli interi pagando solo pochi pezzi. Alcuni, facendo la spesa più volte al giorno.
I sistemi di elusione del pagamento erano vari ed ormai collaudati, visto che l’attività andava avanti da diversi mesi: i carrelli venivano mandati oltre le casse e sui nastri lasciati pochi pezzi; i prodotti non venivano passati sullo scanner o venivano subito dopo cancellati, mentre dei prodotti multipli ne veniva passato e pagato uno solo, il tutto stando attenti a non aver altri clienti dietro di se. La merce, una volta fuori, veniva portata nei bar e ristoranti limitrofi, meta all’ora di pranzo di moltissimi lavoratori e lì subito smerciata per la preparazione di pasti caldi e tramezzini. Il dipendente era ricompensato con buoni pasto che poi venivano cambiati nella cassa del supermercato.
Il 30 luglio, al termine dell’attività sono state eseguite 3 ordinanze di custodia cautelare a carico del dipendente del supermercato, probabilmente la mente del gruppo, e 2 titolari di attività i più assidui frequentatori, mentre altre 7 persone risultano iscritte sul registro degli indagati per episodi di minori entità .
I tre, essendo incensurati, hanno ottenuto gli arresti domiciliari.
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