AFRICA -- Il 41% in Mauritania, più del 3% in Marocco: sono questi gli aumenti che negli ultimi giorni nei due Paesi dell’Africa sahariana hanno interessato il prezzo dei combustibili alla pompa. Con effetti diversi ma egualmente preoccupanti. Gli automobilisti marocchini hanno trovato la brutta sorpresa, questa mattina, recandosi a fare benzina: il prezzo della ’super’ è infatti aumentato del 3,3%, quello del gasolio del 3,5%; stabile, invece, al momento il prezzo di altri combustibili come il gas butano. La ’sorpresa’ non interessa solo gli automobilisti, in un Paese abitato da più di 32 milioni di persone in cui il 19% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e circa il 20% è disoccupato: anche l’industria (che partecipa per il 33% alla produzione del prodotto interno lordo nazionale) rischia di subire pesantemente il contraccolpo dell’aumento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, conseguente alla guerra irachena e alle recenti tensioni internazionali.
Il Marocco consuma quotidianamente circa 167.000 barili di greggio (producendone un mezzo migliaio al giorno), con un importante impatto sulla bilancia dei pagamenti. Questo per ora contenuto aumento del prezzo dei combustibili rischia di essere solo, però, un anticipo di un incremento ulteriore che potrebbe gravare pesantemente sull’inflazione e, quindi, sulla popolazione, se la situazione internazionale non si stabilizzerà .
Restando nell’Africa settentrionale, l’aumento del prezzo della benzina in Marocco è giunto poco dopo l’incremento dei combustibili in Mauritania, dove la situazione è decisamente più drammatica, visto che martedì scorso la benzina ’super’ alla pompa è aumentata del 41% e il gasolio del 30%.
La situazione mauritana è complessivamente ben più preoccupante di quella marocchina: il tasso di disoccupazione è superiore, sebbene di poco, al 20% mentre la popolazione sotto la soglia di povertà è circa il 50% dei 3 milioni di mauritani (il 50% dei quali occupati in agricoltura). Nonostante il consumo quotidiano di petrolio sia di circa 24.000 barili, di conseguenza, l’impatto dell’aumento del petrolio " in un Paese che non ne produce neppure una goccia " sta avendo e rischia di avere effetti ancor più devastanti sulla bilancia dei pagamenti e sul livello di vita della popolazione.
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