ROMA -- La lotta al terrorismo, il delitto di Marco Biagi e la battaglia in difesa dell’articolo 18. Questi in sostanza i temi affrontati dal segretario della Cgil, Sergio Cofferati al Circo Massimo a Roma in chiusura della manifestazione. A salutarlo con ben cinque minuti di applausi centinaia di migliaia - secondo la questura - milioni di persone - stando agli organizzatori.
Il terrorismo
"Il terrorismo - ha detto Cofferati in apertura del comizio - interviene per la prima volta nelle relazioni sociali e punta a stravolgerle. A noi non sfugge che la follia del terrorismo cerchi sempre la componente simbolica e nella simbologia è evidente anche l’attacco alle politiche di coesione: si vuole intimidire chi svolge la preziosa funzione sociale".
"Sconfiggere il terrorismo - ha proseguito Cofferati - è compito di tutti i democratici". "Non deve sfuggire a nessuno - ha detto ancora il leader della Cgil - l’altra novità della follia terroristica: l’omicidio (di Marco Biagi, ndr) è stato consumato mentre cresceva la mobilitazione dei cittadini a sostegno delle loro vitali esigenze, mentre cresceva un movimento vasto e determinato secondo la prassi democratica. Agli inquirenti e alle forze dell’ordine, il compito di catturare i criminali - ha aggiunto - fare luce sulle tante zone d'ombra, sul perché è stata lasciata sola una persona minacciata: da parte nostra, una risposta democratica".
«Non accetteremo condizionamenti»
"Non è più una giornata di festa" ha ricordato Cofferati "Abbiamo mutato i nostri obiettivi - aggiunge - abbiamo messo al centro la lotta al terrorismo, per la democrazia, e lo dimostriamo con la compostezza, la fermezza e la serenità di tutti voi".
"Non accetteremo condizionamenti - ha detto - affermare, come è stato fatto, che la violenza è il frutto di un clima di odio creato nella società italiana è uno sciocco tentativo di demonizzare la logica del dibattito sociale e del confronto. Chi ci accusa di essere componente di questo clima ci offende la nostra è una storia di uomini e donne che hanno lottato contro il terrorismo, è una storia che nessuno può ignorare. Siamo convinti che nella difesa delle nostre posizioni c’è la risposta al terrorismo".
Articolo 18
Sul tema delle modifiche all’articolo 18 il segretario della Cgil ha attacatto duramente l’esecutivo: "Non si può pensare di dare ai giovani, come noi riteniamo sia indispensabile, dei diritti universali e nel contempo accettare l’idea di toglierli ai padri. Ci sono note le proposte che il Governo ha affacciato, anche a proposito della modifica dell’articolo 18".
Non ci è sfuggito nulla, neanche gli aspetti subdoli e maliziosi. Sappiamo benissimo che quel provvedimento agisce in parte sulle persone che hanno già un'occupazione e un sistema di diritti consolidato e agisce in maniera ancor più rilevante su coloro che vorrebbero avere dei diritti e oggi ne sono privi, oppure su quelli che entreranno successivamente nel mercato del lavoro". A chi "affaccia l’idea" che con l’articolo 18 si voglia agire per rendere possibile un lavoro per i giovani "noi rispondiamo così: non c’è nessun rapporto, non c’è mai stato, tra la possibilità per un'impresa di licenziare senza una ragione e la possibilità per la stessa impresa di assumere delle persone".
Infine un riferimento allo scipero "Non abbiamo paura- ha afferamto il segretario- degli accordi, non abbiamo paura delle trattative, ma non abbiamo nemmeno paura dello sciopero generale che faremo nei prossimi giorni".
Il filo dei sogni
"Tonino Guerra - ha concluso Cofferati - ha voluto dedicarci delle belle parole per la manifestazione di oggi le ha prese da un anonimo poeta indiano che diceva che 'il corpo del popolo cadrebbe in pezzi se non fosse legato ben stretto dal filo dei sogni'. E -nei nostri sogni c’è un paese moderno con una democrazia forte ed una società più giusta, con il vostro coraggio e con la vostra passione civile, quella che ci dà forza, sono sicuro che li realizzeremo".
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