ROMA -- Quella di ospitare tre dei 13 palestinesi reduci dall’assedio della Natività è stata per l’Italia una "soluzione obbligata". Lo ha dichiarato mercoledì il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla crisi mediorientale e sugli ultimi sviluppi che hanno coinvolto direttamente anche il nostro Paese.
Saranno ospitati tutti nello stesso posto
Parlando dei tre palestinesi - arrivati in Italia mercoledì mattina da Cipro - Berlusconi ha spiegato che questi saranno alloggiati tutti ''nello stesso posto'', aggiungendo però che tale località ''resterà segreta''.
Lo status dei tre uomini, ha detto il premier, sarà ''vicino a quello dei collaboratori di giustizia. Godranno di protezione ma con limitata libertà di movimento". l’eventualità di un loro ricongiungimento con i familiari ''non è stata ancora presa in considerazionè'.
Il leader del centrodestra si è anche detto rassicurato dal fatto che il ministro degli esteri israeliano, Shimon Peres, gli abbia personalmente garantito che "non ci sarà nessuna azione di Israelè' nei confronti dei palestinesi ospitati in Italia.
"l’Italia - ha proseguito Berlusconi - è un grande Paese e non deve enfatizzare il problema costituito dall’arrivo di questi tre palestinesi". ''Da noi - ha aggiunto il presidente del consiglio - il problema è piuttosto costituito dal fatto che operano ben 14 organizzazioni criminali su cui non abbiamo ancora messo le mani, che non siamo ancora riusciti a sconfiggere, anche se ora tutto sta cambiando''.
Ai giornalisti che chiedevano notizie sul tasso di pericolosità dei tre uomini appena giunti in Italia, Berlusconi ha risposto che ''è difficile stabilire una classifica, anche perché si è dovuto mediare con altri Paesi''. Comunque il premier ha detto che ce n'è ''uno che sembra pù pericoloso degli altri, uno di media pericolosità , e uno poco pericoloso''.
Berlusconi ha tra l’altro sottolineato che in questi casi è difficile stabilire il confine ''tra patrioti e terroristi'', tenendo conto che secondo i dirigenti palestinesi i tre ''non hanno fatto niente contro i civili''.
Il premier ha poi detto di comprendere le ragioni di quei Paesi che invece non hanno accettato di accogliere alcuni dei 13 palestinesi in questione. ''Alcuni Paesi, essendo impegnati in campagne elettorali, hanno temuto conseguenze sull’elettorato", ha dichiarato il presidente del consiglio". "È un comportamento che non giustifico ma ne comprendo le ragioni''. (continua....)
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