CITTA' DEL VATICANO. La mattina del 6 GEN, al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana nella Solennità dell’Epifania del Signore, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con la migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Il Santo Padre, ricordando l’episodio dei Magi narrato da San Matteo, ha affermato: “Ogni volta che ascoltiamo questo racconto, siamo colpiti dal netto contrasto tra l’atteggiamento dei Magi, da una parte, e quello di Erode e dei Giudei, dall’altra. Dice infatti il Vangelo che, all’udire le parole dei Magi, ’il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme’. Una reazione che può avere differenti comprensioni. Erode è allarmato, perché vede in colui che i Magi ricercano un concorrente per sè stesso e per i suoi figli. I capi e gli abitanti di Gerusalemme, invece, sembrano più che altro stupefatti, come risvegliati da un certo torpore, e bisognosi di riflettere”.
“Perchè dunque Gerusalemme rimane turbata? Pare che l’Evangelista voglia quasi anticipare quella che sarà poi la posizione dei sommi sacerdoti e del sinedrio, ma anche di parte del popolo, nei confronti di Gesù durante la sua vita pubblica. (...) Viene alla mente che, nell’imminenza della passione, Gesù pianse su Gerusalemme, perché non aveva riconosciuto il tempo in cui era stata visitata. Tocchiamo qui uno dei punti cruciali della teologica della storia: il dramma dell’amore fedele di Dio nella persona di Gesù, che ’venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto’ (Gv 1,11)”.
“Alla luce di tutta la Bibbia” - ha sottolineato il Papa - “questo atteggiamento di ostilità , o ambiguità , o superficialità sta a rappresentare quello di ogni uomo e del ’mondo’ - in senso spirituale -, quando si chiude al mistero del vero Dio, il quali ci viene incontro nella disarmante mitezza dell’amore. Gesù, il ’re dei Giudei’, è il Dio della misericordia e della fedeltà ; Egli vuole regnare nell’amore e nella verità e ci chiede di convertirci, di abbandonare le opere malvagie e di percorrere decisamente la via del bene”.
“’Gerusalemme’, dunque, in questo senso siamo tutti noi!” - ha concluso il Pontefice - “Ci aiuti la Vergine Maria, che ha accolto con fede - Gesù, a non chiudere il nostro cuore al suo Vangelo di salvezza. Lasciamoci piuttosto conquistare e trasformare da Lui, l’Emmanuele’, Dio venuto tra noi per farci dono della sua pace e del suo amore”. ANG/EPIFANIA/...
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