CITtà DEL VATICANO (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio di Benedetto XVI al II Congresso Continentale Latinoamericano delle Vocazioni in corso a Cartago (Costa Rica), dal 31 gennaio al 5 febbraio. Il primo Congresso fu convocato, 17 anni fa, dalla Santa Sede e dalla Confederazione Latinoamericana dei Religiosi. L’attuale è il risultato dell’iniziativa dei Vescovi responsabili della pastorale delle vocazioni dell’America Latina e del Caribe.
“L’importante missione dell’evangelizzazione richiede un sempre maggiore numero di persone che rispondano generosamente alla chiamata di Dio e che pongano la propria vita al servizio del Vangelo“, scrive il Papa. “Un’azione missionaria più incisiva comporta come prezioso frutto, insieme al rafforzamento della vita cristiana in generale, l’aumento delle vocazioni di speciale consacrazione. L’abbondanza delle vocazioni è segno eloquente di vitalità ecclesiale, come il vivere fortemente la fede da parte di tutti i membri del Popolo di Dio“.
“In questo secondo Congresso, sul tema: ’Maestro, sulla Tua Parola getterò le mie reti’, i diversi agenti di pastorale vocazionale della Chiesa in America Latina e nel Caribe si sono riuniti con l’obiettivo di potenziare la pastorale vocazionale affinchè i battezzati rispondano alla chiamata ad essere discepoli e missionari di Cristo, nelle circostanze attuali di questa amata terra. (...) La pastorale vocazionale deve essere pienamente inserita nel complesso della pastorale generale, e con una presenza capillare in tutti gli ambiti pastorali concreti. (...) L’esperienza ci insegna che, lì dove vi è una buona pianificazione e una pratica costante della pastorale vocazionale, le vocazioni non mancano. Dio è generoso, e ugualmente generoso deve essere l’impegno pastorale vocazionale in tutte le Chiese particolari“.
“La vocazione“ - scrive il Santo Padre - “non è il risultato di nessun progetto umano o di una abile strategia organizzativa. Nella sua realtà più profonda, è un dono di Dio. (...) Bisogna tener sempre presente l’importanza della vita spirituale come fondamento di tutta la programmazione pastorale. È necessario offrire alle giovani generazioni la possibilità di aprire il cuore ad una realtà più grande: a Cristo, l’unico che può dar senso e pienezza alla vita. (...) Nello stesso tempo, però, il rafforzamento della nostra vita spirituale deve condurci ad una maggiore identificazione con la volontà di Dio ed ad offrire una testimonianza più limpida e trasparente della fede, della speranza e della carità “.
“Il testimone fedele e gioioso della propria vocazione è stato ed è un tramite privilegiato per suscitare in tanti giovani il desiderio di seguire le orme di Cristo. E, insieme a ciò, il coraggio di proporre loro, con delicatezza e rispetto, la possibilità della chiamata di Dio. Con frequenza, la vocazione divina si manifesta attraverso una parola umana, o grazie ad un ambiente nel quale si sperimenta una fede viva. (...) Il mondo“ - conclude il Pontefice - “ha bisogno di Dio, per cui avrà sempre bisogno di persone che vivono per Lui e che Lo annuncino agli altri“. MESS/VIS 20110201 (480)
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