Colline ammantate di verde fanno da cornice ad un santuario del gusto, una fattoria degli animali molto speciale nonché Presidio Slow-food, che è il regno del norcino Fabrizio Barbarossa, produttore del “Salame di Fabriano“.
Giungervi è stata un’esperienza autenticamente slow.
La macchina rombante faticosamente arrancava sullo sterrato appena sufficiente a fargli strada, abbarbicandosi stenta a declivi ubertosi. La lentezza del procedere ha dato alla vista e ai cuori di ciascuno il tempo di sintonizzarsi ai colori e ai rumori circostanti e la possibilità di prepararsi alle emozioni di là da venire. Entrare in Fattoria ha assunto presto il sapore di un’iniziazione a mondi nuovi e sconosciuti ma nel contempo antichi, profumati d’eternità e segretamente noti alla coscienza collettiva.
Riti ancestrali si consumano fra quei cascinali.
Il rapporto fra allevatore e le sue creature animali, cresciute con l’attenzione dovuta al loro lento divenire nutrimento per l’uomo e linfa per la vita, è a tinte forti, come gli odori.
Come le relazioni, le strette di mano, i sorrisi autenticamente amicali.
E poi i sapori. Di una batteria di salami da urlo. Su di un banchetto allestito nel piccolo spazio antistante l’abitazione di Fabrizio è tutto un lampeggiare di lame che affettano, un lavorìo alacre di mandibole che masticano, una selva di mugolii di piacere che murmuri e sommessi invadono di sensuali sonorità la vallata. Il Verdicchio che ci accompagna è la grande scoperta di un produttore semisconosciuto ai più, Gagliardi. Notevoli le annate vetuste del “Maccagnano“.
E poi la pittoresca parentesi di folkloristici cantori.
I dolci e i liquori preparati da amorevoli mani sembrano un inno e un invito alla fraternità e alla condivisione.
Questo e molto altro è significato visitare il preziosissimo Presidio Slow-Food di Fabrizio. Fare incetta di salumi è stato un patetico tentare di portare a casa un pezzo di quella poesia contadina non più rintracciabile nelle nostre città deserte di anima.
Un lungo sospiro per immagazzinare un’aria purissima,
i saluti di rito ed un ultimo sguardo d’intorno ...assorto....
per rubare un’immagine di quel silenzio infinito.
ROSARIO TISO
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