Roma " Continuano i casi di malasanità nella capitale, seicentoquaranta malati sono in attesa di un’operazione di Urologia al San Camillo, ospedale del quartiere Monteverde, di questi circa 200 sono stati inseriti nella lista d’attesa solo dal primo di gennaio.
La cosa che più spaventa è che molte di queste richieste non verranno mai accolte, come si evince dall’allarmante denuncia del Tribunale per i diritti del malato, che sottolinea come alcuni dei sofferenti, dopo esser stati chiamati per gli esami preliminari all’intervento, sono poi stati rispediti a casa all’ultimo momento.
Per giustificarsi la Direzione Sanitaria ha focalizzato nell’appesantimento del personale e delle competenze la causa principale di questi disservizi, aggiungendo poi che la situazione verrà migliorata per settembre, quando saranno disponibili i 4 padiglioni che stanno ristrutturando.
Appena venuto a conoscenza dei dati diffusi dal tribunale dei malati, Antonello De Pierro, presidente dell’ Italia dei Diritti, dopo aver già protestato ad Ostia, si è detto pronto ad incatenarsi anche di fronte al San Camillo.
De Pierro che sta aspettando un incontro con il direttore sanitario dell’ospedale “G.B.Grassi” di Ostia commenta così la notizia: “Naturalmente chiederò un incontro con il direttorio sanitario del nosocomio di Monteverde, è necessario giungere ad una soluzione di un problema che sembra in via di ulteriore peggioramento di una struttura che è un punto di riferimento importantissimo per una vastissima utenza E’ una situazione mortificante ed anticostituzionale: non è facile, visto il numero di medici presenti nella struttura trovare delle responsabilità , l’unica cosa certa che una situazione del genere è una vergogna per l’Italia intera, che sta diventando un paese da terzo mondo”.
Forte anche dell’appoggio di Roberto Soldà , segretario romano dell’Italia dei Valori, Antonello De Pierro aggiunge :”Vittima della malasanità proprio dell’ospedale in questione è stata anche mia madre, la quale ha presentato un esposto alla procura della Repubblica per aver atteso per un pomeriggio ed una notte intera seduta su una sedia con una grave sindrome vertiginosa, senza che nessuno le abbia offerto una barella. Tra l’altro la stessa è stata insultata più volte dalla dottoressa e due infermiere di turno durante la notte, soltanto perché chiedeva l’assistenza che le spettava. Alla fine il ricovero non è avvenuto e per lo stesso è stata trasportata al Policlinico Umberto I nella mattinata successiva”.
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