TORINO. Tredici squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte a Torino, alla ex Ilva (stabilimento Acciai Speciali Terni) di corso Regina Margherita dove da ieri mattina alle 13 è scoppiato un incendio nel seminterrato.
Le fiamme, che ancora nelle prime ore di oggi si vedono alte nel cielo sporco di fumo, hanno interessato una vasca di 80.000 di olio da raffreddamento che ha preso fuoco per cause ancora da accertare. A tarda sera sono giunti in aiuto da Genova e Milano due mezzi dei vigili del fuoco con 20 quintali di schiumogeno ciascuno. La schiuma e non l’acqua, infatti, è il solo strumento con cui i pompieri possono contrastare il fuoco cercando di spegnerlo. Non possono avvinarsi e usare l’acqua in quanto le temperature sono elevatissime.
Proprio il calore che si sta sprigionando potrebbe anche causare il crollo delle solette del seminterrato e innescare un processo di collassamento dell’intera fabbrica, oggi Acciai Speciali Terni. Il reparto impianti interessato dall’incidente di ieri aveva già subito un analogo incendio nel 1982. Notevoli danni li aveva inoltre riportati anche nell’alluvione del 2000. l’azienda si era ripresa completamente solo da pochi mesi.
l’Arpa continua a monitorare l’ambiente anche perché se i Vvf non riescono a soffocare le fiamme e se si dovesse quindi attendere la combustione di tutto l’olio contenuto nella cisterna, l’incendio potrebbe anche durare giorni. In quel caso si potrebbero venir a creare problemi di altra natura oltre al crollo della struttura e al sopraggiungere di un allarme ambientale. Per almeno 510 dipendenti dell’azienda, la giornata odierna sarà comunque calda perché quando arriveranno all’ex Ilva verranno a sapere di essere in cassa integrazione a partire da oggi.
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