"Mi dimetto dall’incarico" ha scritto O' Neill nella missiva. "Servire la nazione in questi tempi - ha aggiunto - è stato un privilegio e La ringrazio per l’opportunità che mi è stata concessa".
Si dimette anche il consigliere economico Lindsey
Dopo il Segretario al Tesoro O'Neill, anche il consigliere economico della Casa Bianca, Lawrence Lindsey, ha rassegnato le dimissioni. Lo ha annunciato l’amministrazione Usa. Il portavoce della Casa Bianca, Ari Fleischer, ha spiegato che le dimissioni di Lindsey diventeranno effettive entro la fine dell’anno.
"Il successore verrà nominato", ha detto, senza dare informazioni sui tempi. Secondo alcuni osservatori le dimissioni di O' Neill e Lindsey potrebbero essere il preludio a un ribaltone nei posti chiave dell’economia Usa. Su questi aspetti il portavoce non ha però voluto pronunciarsi. Altri funzionari dell’amministrazione Usa hanno poi indicato che è improbabile che anche il capo economista della Casa Bianca, Glenn Hubbard, rassegni le dimissioni.
O'Neil e le ombre del caso Enron
Nato a Saint Louis nel 1935, O'Neill è stato vice-presidente dell’International Paper Association dal 1977 al 1985 e poi nominato Presidente per il periodo 1985-1987. In seguito è approdato al gigante dell’alluminio Alcoa, dove ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato e Presidente fino al 1999. Dimessosi da Presidente, ha esercitato il ruolo di Ceo fino alla fine del 2000.
Il giuramento al Tesoro Usa risale al gennaio 2001. A rendere difficile il compito di O'Neill contribuiscono gli attentati dell’11 settembre, con le loro note implicazioni sull’economia americana. Nel gennaio di quest'anno, O'Neill viene preso di mira dalla stampa che riferisce di un Presidente scontento del suo operato e lo definisce inadeguato per l’incarico.
Le indiscrezioni vengono poi smentite dallo stesso Bush, mentre i collaboratori del Presidente bollano come "assurde" le voci. Sempre nel gennaio di quest'anno è la volta del ciclone Enron. Il patron dell’ex colosso dell’energia, Kenneth Lay, rivela di aver chiamato O'Neill due volte per informarlo delle difficoltà finanziarie del gruppo. In quelle telefonate, Lay descrisse il momento difficile ma, secondo O' Neill, non rivelò nulla di nuovo nè chiese aiuto.
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