Immaginate per un attimo di entrare in un museo e di trovare un Van Gogh con i girasoli sbiaditi, un Tiziano privo dei suoi rossi caldi e sensuali o un Gauguin dai colori spenti e scialbi al posto di quelli accesi e brillanti che abbiamo imparato ad apprezzare. L’entusiasmo lascerebbe sicuramente il posto alla sorpresa e allo sgomento. Potrebbero però essere queste le reali conseguenze di una lunga esposizione delle opere d’arte alla luce, sia essa naturale che artificiale. Per prevenire questi danni sono stati messi a punto dei dosimetri di luce di facile utilizzo e, soprattutto, economici, nati nell’ambito di un Progetto europeo, coordinato dal Fraunhofer Isc tedesco, cui ha preso parte, per l’Italia, l’Ifac, Istituto di fisica applicata Nello Carrara del Cnr di Firenze. I nuovi sensori LightCheck-® Ultra (Lcu) e LightCheck-® Sensitive (Lcs) verranno presentati nel corso del workshop: Lighting in museums " assessment and control che si terrà a Firenze dal 27 al 28 novembre presso il Rondò di Bacco di Palazzo Pitti. Essi faranno da sentinella ai manufatti e, cambiando colore, segnaleranno al conservatore la presenza di luce eccessiva. “Il brevetto”, spiega Mauro Bacci dell’Ifac-Cnr, “è una piccola striscia azzurra di carta o vetro collocata in un’apposita custodia, che può essere appesa al muro della sala; a intervalli regolari di tempo i conservatori controlleranno lo scolorimento graduale della striscia e la compareranno con un’opportuna scala di colori di riferimento”. Si parte, dunque, dall’azzurro intenso, che esprime lo stato di normalità , per arrivare a toni sempre più chiari che progressivamente rivelano il rischio. Il bianco rappresenta lo stato d’allerta, indicando la presenza di una quantità di luce dannosa per la conservazione del manufatto. “La dose massima consentita per oggetti sensibili è circa 100.000 lux-ora (unità di misura) per anno, che corrisponde al bianco; se il dosimetro assume questo colore in sei mesi, significa che l’oggetto è colpito da una quantità di luce doppia a quella consentita”, precisa Bacci. Il controllo della luce rappresenta un problema non solo nei piccoli musei, molto spesso privi delle strumentazioni per il monitoraggio ambientale, ma anche nelle grandi gallerie per le quali non sempre è possibile un controllo capillare e puntuale. I due diversi sensori, prodotti dalla ditta inglese Particle technology, saranno a servizio di diverse tipologie di oggetti museali: Lcs per dipinti a tempera o a olio, con sensibilità media alla luce; Lcu, che risponde molto più velocemente, per acquerelli, tessuti, fotografie e miniature altamente sensibili.
La scheda
Che cosa: Convegno Lighting in museum- assestment and control
Chi: Istituto di fisica applicata Nello Carrara del Cnr di Firenze
Quando: 27 novembre, ore 14.00 " 28 novembre, ore 9.00
Dove: Rondò di Bacco, Palazzo Pitti, Firenze
Per informazioni: Mauro Bacci, Ifac-Cnr, tel. 055/4235217, cell. 349/8502156,
m.bacci@ifac.cnr.it, www.lido.fraunhofer.de
Ufficio stampa Cnr: Sandra Fiore, tel. 06/49933789. s.fiore@ufficiostampa.cnr.it
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