Roma - Presentata oggi al Consiglio Nazionale delle Ricerche ProFiler, l’apparecchiatura in grado di valutare lo stato di salute di affreschi, sculture, ma anche di libri, papiri e pergamene, con un sistema simile alla risonanza magnetica utilizzata in chimica e medicina.
In un’apparecchiatura portatile di poco più di circa quindici chili di peso, battezzata ProFiler e messa a punto da una partnership composta da ricercatori del Cnr, dell’Università “La Sapienza” di Roma e dalla società Bruker, leader mondiale nel campo della produzione di spettrometri a risonanza magnetica, risiede la chiave per salvare in tempo migliaia di affreschi e libri antichi. Ciò grazie al progetto Eureka Mouse che utilizza la risonanza magnetica, abitualmente applicata nella chimica e nella medicina, per diagnosticare lo stato di conservazione dei beni culturali e in particolare di affreschi e materiali cartacei antichi, quali papiri, pergamene, manoscritti.
Presentata oggi al Cnr nel corso del convegno su La cooperazione scientifica e tecnologica con i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, l’apparecchiatura " frutto di un progetto Eureka avviato 10 anni fa ed entrato nella fase operativa 4 anni fa - è di dimensioni ridotte ed è già stata sperimentata con successo sugli affreschi della casa del Vasari, sull’affresco del Cripto Portico del Colle Oppio, sulle Mura Aureliane e su libri e carte antiche a diverso stato di degrado.
“Il patrimonio cartaceo e pittorico potrà da oggi contare su una nuova tecnica diagnostica” spiega Anna Laura Segre, dirigente di ricerca dell’Istituto di metodologie chimiche del Cnr di Roma, che ha partecipato alla progettazione dello strumento. L’apparecchio, in commercio da pochi giorni, ha già riscosso notevole interesse fra gli addetti ai lavori, sia per la molteplicità di applicazioni e la facilità di utilizzo, sia per l’accessibilità del prezzo, intorno ai 50mila euro.
“Applicata su documenti in carta, sui papiri e sugli affreschi”, prosegue la ricercatrice del Cnr, “questa metodologia è basata sull’utilizzo dell’Eureka-Mouse: completamente innocua, non ionizzante, non invasiva e non distruttiva, è capace di sostituirsi gradualmente a quelle tecniche che richiedono operazioni spesso rischiose per l’integrità dell’opera, come per esempio il carotaggio, una sorta di biopsia dell’opera pittorica o cartacea da restaurare. In pratica, per valutare lo stato di salute di un’opera d’arte non sarà più necessario prelevare un campione, ma basterà eseguire una “risonanza magnetica” proprio come avviene in chimica e medicina”.
L’Eureka-Mouse, che dispone anche di una versione robotizzata, è dotato di un magnete più sensore del peso di circa un chilo, di strumentazione elettronica, contenuta interamente in una valigetta trasportabile, e di un computer portatile. Il sensore viene posto vicino alla parete di un affresco, su un semplice cavalletto come quello usato dai fotografi e ne misura il grado di umidità , spingendosi fino a 7 millimetri di profondità . Evidenzia il distacco ed eventualmente la porosità , e valuta anche gli effetti successivi dei trattamenti di restauro. Sulla carta e in generale nei materiali cellulosici misura il contenuto di acqua e valori chimico-fisici da cui si può dedurre il degrado.
ProFiler non è che il capostipite di una serie di progetti che vedranno la luce nel breve periodo, nell’ambito del VI programma quadro della UE. Un primo programma, denominato Papertech, coordinato da Ezio Martuscelli, direttore della sezione "Mediterraneo e Medio Oriente" del Cnr, e inserito nel network Euro-Mediterraneo, sarà condotto in collaborazione con altri paesi dell’Unione Europea e finalizzato alla applicazione di processi e materiali innovativi per la conservazione di quei beni culturali che sono costituiti da fibre naturali, quali tessuti, miniature, libri, papiri e pergamene.
Un secondo programma, denominato Eu-Art-tech, guidato dall’Università di Perugia, sarà dedicato, invece, agli affreschi, alle opere murarie e alle pietre e vedrà il coinvolgimento del Louvre di Parigi.
“L’impegno del Cnr sul fronte dei beni culturali, conclude Anna Laura Segre “è ora quello di far partire un nuovo progetto sul consolidamento di muri e pietre porose mediante nuovi materiali : il tutto verrà utilizzato per il recupero del patrimonio culturale.
Per informazioni: Anna Laura Segre, Istituto di metodologie chimiche del Cnr, tel. 06-90672385
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