Salutando la formazione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu, il Consiglio ecumenico delle Chiese, la Federazione luterana mondiale, il Franciscans International, il Dominicans for Justice and Peace e il Pax Christi International si sono dichiarati ottimisti e hanno espresso la speranza che il nuovo organismo offra uno spazio veramente aperto alla partecipazione delle ong desiderose di difendere le vittime delle violazioni di questi diritti, che corregga le debolezze della commissione alla quale succede e che risolva un certo numero di problemi in sospeso, soprattutto in materia di definizione delle norme.
Queste organizzazioni cristiane sperano che il Consiglio “prolunghi di almeno un anno tutte le missioni ereditate dalla vecchia Commissione, in modo da evitare delle interruzioni nella tutela e degli errori di procedura nel corso del periodo d’inventario” del sistema delle procedure speciali; contano sul fatto che il consiglio proponga uno spazio veramente aperto alle ong e alla voce delle vittime della violazione dei diritti della persona, a quella dei più poveri e dei più vulnerabili; e tengono a sottolineare la partecipazione “alla battaglia in favore dei diritti della persona” apportata dall’antica Commissione delle Nazioni Unite, che ha attuato degli strumenti essenziali nel campo del diritto internazionale e della condotta degli affari mondiali.
Adn/Apd
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