CITTA' DEL VATICANO (VIS). La mattina del 26 SET nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto i 300 partecipanti al Meeting internazionale dell’Associazione “Retrouvaille”, che opera al servizio delle coppie in difficoltà .
Nata nel 1977 in Canada, grazie alla provvidenziale “intuizione dei coniugi canadesi Guy e Jeannine Beland”, il movimento “Retrouvaille” si propone “di aiutare le coppie in grave crisi ad affrontarla attraverso un programma specifico, che punta sulla ricostruzione delle loro relazioni, non in alternativa alle terapie psicologiche, ma con un percorso distinto e complementare”.
“Voi infatti non siete dei professionisti; siete sposi che spesso hanno vissuto in prima persona le medesime difficoltà ” - ha rilevato Benedetto XVI - “le hanno superate con la grazia di Dio e il sostegno di ’Retrouvaille’ e hanno avvertito il desiderio e la gioia di mettere, a loro volta, la propria esperienza al servizio di altri”.
“Come la vostra esperienza dimostra, la crisi coniugale - parliamo qui di crisi serie e gravi - costituisce una realtà a due facce” - ha affermato il Papa - “Da una parte si presenta, specialmente nella sua fase acuta e più dolorosa, come un fallimento, (...) e, purtroppo ’non c’è più niente da fare’. Questa è la faccia negativa. Ma c’è un’altra faccia, a noi spesso sconosciuta, ma che Dio vede. Ogni crisi, infatti - ce lo insegna la natura - è passaggio ad una nuova fase di vita. (...) Nel momento della rottura, la possibilità concreta per la coppia di avere un riferimento positivo, a cui affidarsi nella disperazione. (...) Allora, i vostri incontri offrono l’’appiglio’ per non smarrirsi del tutto, e per risalire gradualmente la china”.
Ricordando il racconto delle nozze di Cana, il Santo Padre ha spiegato che il “vino buono” che lo sposo aveva conservato “è simbolo della salvezza, della nuova alleanza nuziale che Gesù è venuto a realizzare con l’umanità . (...) Quando una coppia in difficoltà o - come dimostra la vostra esperienza - persino già separata, si affida a Maria e si rivolge a Colui che ha fatto dei due ’una sola carne’, può essere certa che quella crisi diventerà , con l’aiuto del Signore, un passaggio di crescita, e che l’amore ne uscirà purificato, maturato, rafforzato”.
“Il vostro è un servizio ’contro corrente’. Oggi, infatti, quando una coppia entra in crisi, trova tante persone pronte a consigliare la separazione. Pure ai coniugi sposati nel nome del Signore si propone con facilità il divorzio, dimenticando che l’uomo non può separare ciò che Dio ha unito”.
“Per svolgere questa vostra missione” - ha concluso il Pontefice - “anche voi avete bisogno di alimentare continuamente la vostra vita spirituale, di mettere amore in ciò che fate perché, a contatto con realtà difficili, la vostra speranza non si esaurisca o non si riduca a una formula”.
AC/CRISI CONIUGALI/RETROUVAILLE
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